Non più riunioni a distanza, faldoni tecnici o relazioni burocratiche. Questa volta la politica regionale ha deciso di vedere con i propri occhi. Non era mai accaduto prima! Il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, Filippo Mancuso, è arrivato ieri a Vibo Marina per un sopralluogo destinato a segnare un passaggio importante dentro una delle vicende più delicate e controverse del territorio vibonese: quella dei depositi costieri e della convivenza sempre più difficile tra attività petrolifere, porto, turismo e sviluppo urbano.
A promuovere l’iniziativa è stata Maria Limardo, già sindaco di Vibo Valentia, che ha voluto portare direttamente sul campo il vicepresidente della Regione Calabria per mostrare la realtà concreta di Vibo Marina: le cisterne che dominano il porto, il lungomare soffocato dalle servitù industriali, le aree da bonificare, ma anche le enormi potenzialità turistiche ancora inespresse. Presente anche il presidente della Provincia, Corrado L’Andolina, in una giornata che ha avuto il sapore di un momento politico cruciale, arrivato mentre il dibattito sul futuro del porto e sulla permanenza di Meridionale Petroli si fa sempre più acceso.
Mancuso sul territorio: serve realismo
Il vicepresidente Filippo Mancuso ha scelto un approccio prudente ma significativo. Nessuna promessa facile, nessuna fuga in avanti. Ma la volontà chiara di entrare nel merito della questione. “Siamo qui per analizzare la situazione con realismo e attenzione”, ha dichiarato. “Il porto di Vibo Marina ha potenzialità turistiche importanti che meritano di essere approfondite”.
Parole che assumono un peso specifico particolare in un momento in cui Vibo Marina appare sospesa tra due modelli opposti: da una parte la prospettiva del turismo, della nautica e dell’accoglienza; dall’altra la permanenza di un sistema industriale legato ai depositi costieri che continua a occupare aree strategiche del waterfront. Mancuso, che tra le sue deleghe regionali detiene anche quella al demanio, ha parlato della necessità di ascoltare chi vive e investe sul territorio “per valutare con equilibrio ogni azione che possa favorire la crescita e la valorizzazione di questa straordinaria fascia costiera”.
Il ruolo di Maria Limardo
A spingere perché la Regione scendesse direttamente in campo è stata Maria Limardo. “Era fondamentale che la Regione prendesse visione diretta della realtà dei depositi costieri”, ha spiegato l’ex sindaco. “Ho promosso questo incontro perché Vibo Marina ha bisogno di essere ascoltata”. Un passaggio che non è soltanto formale. Perché negli ultimi mesi il confronto sulla delocalizzazione di Meridionale Petroli, sul piano spiaggia e sul ruolo dell’Autorità portuale ha assunto toni sempre più duri, con il rischio concreto che Vibo Marina venga definitivamente schiacciata dentro una logica industriale incompatibile con qualsiasi idea di rilancio turistico.
Maria Limardo ha insistito proprio su questo aspetto: “Analizzare i luoghi da vicino è l’unico modo per comprendere le potenzialità della nostra costa e valutare i percorsi più idonei per favorire turismo e accoglienza”.
Il nodo da sciogliere: Turismo o carburanti
Il sopralluogo arriva infatti in una fase delicatissima. Da una parte il Comune continua a parlare di turismo, waterfront, nautica e sviluppo, con investimenti di privati pronti a generare posti di lavoro e nuove prospettive per tutto il territorio. Dall’altra il nuovo piano spiaggia e gli ultimi atti amministrativi sembrano rafforzare la presenza dei depositi costieri dentro l’area portuale, alimentando forti preoccupazioni tra operatori economici e cittadini. Ed è proprio questo il nodo che la visita di Mancuso porta inevitabilmente sul tavolo regionale: Vibo Marina può continuare a convivere ancora per decenni con le cisterne di carburante nel cuore del porto? O è arrivato il momento di immaginare davvero una trasformazione radicale del waterfront?
Le imprese chiedono una svolta
Durante il sopralluogo spazio anche al confronto con le realtà produttive e imprenditoriali locali. Gli operatori presenti hanno ribadito la necessità di avviare una fase nuova per il porto di Vibo Marina, sostenendo che la valorizzazione turistica rappresenti una vocazione naturale per un’area che possiede uno dei tratti costieri più suggestivi della Calabria. Un messaggio chiaro: il territorio vuole sviluppo, investimenti, occupazione e turismo. Ma per ottenerli servono scelte coraggiose.
Perché oggi Vibo Marina continua a vivere dentro una contraddizione pesantissima: da un lato il mare, il porto, la nautica e le potenzialità dell’accoglienza; dall’altro il peso di impianti industriali che da oltre settant’anni condizionano urbanistica, sicurezza e prospettive di crescita.
Una partita ancora aperta
Il sopralluogo di ieri non chiude nulla. Anzi, apre una fase ancora più delicata. Perché adesso la Regione Calabria ha visto direttamente lo stato dei luoghi. Ha osservato il rapporto difficile tra città e depositi costieri. Ha toccato con mano le contraddizioni urbanistiche e ambientali di Vibo Marina. E soprattutto ha percepito una verità che sul territorio ormai ripetono in molti: parlare di turismo senza affrontare seriamente il nodo dei carburanti rischia di restare soltanto una narrazione. Per questo la visita di Filippo Mancuso assume un valore politico preciso. La sensazione è che da oggi nessuno possa più fingere di non vedere.


