Niente sconti, nessun alibi e un’analisi politica che si trasforma in un severo esame di coscienza. All’indomani dello scrutinio per le elezioni comunali di Tropea, Antonio Piserà, candidato a sindaco alla guida della lista “RigeneriAmo Tropea”, affida ai social una riflessione amara ma lucida, che rompe il classico canovaccio dei commenti post-elettorali. I dati ufficiali consegnano alla sua coalizione 332 preferenze: un bottino insufficiente non solo per impensierire i vincitori, ma persino per garantire lo scranno di consigliere di minoranza. Una soglia che Piserà definisce, senza mezzi termini, “una sonora bocciatura personale”.
Il ringraziamento ai fedelissimi
Il discorso del candidato sindaco parte dal riconoscimento del capitale umano che lo ha sostenuto in una campagna elettorale complessa. “Voglio ringraziare, uno per uno, i 332 cittadini che hanno scelto di dare fiducia alla nostra lista”, scrive Piserà, sottolineando come dietro quelle schede ci siano “persone, sguardi e strette di mano» che hanno creduto in un progetto alternativo, «costruito sul desiderio sincero di servire Tropea”. Parole di profonda stima vengono rivolte anche ai candidati della sua lista, definiti donne e uomini coraggiosi che hanno sposato un’idea “forse troppo difficile per questa fase politica, ma certamente libera e pulita”.
L’ammissione della sconfitta
Il cuore dell’intervento è però dedicato all’autocritica. In un panorama politico in cui spesso si assiste alla ricerca di giustificazioni esterne, il leader di “RigeneriAmo Tropea” sceglie la strada della totale onestà intellettuale: “Il risultato elettorale non può essere raccontato diversamente da quello che è: una sonora bocciatura personale. Una bocciatura non solo della mia candidatura, ma probabilmente anche del modo con cui ho interpretato la politica in questi anni: sempre in prima linea, spesso da solo”. Piserà riconosce che il verdetto delle urne colpisce direttamente il suo stile politico, fatto di denunce, battaglie frontali e rigido controllo sugli atti amministrativi. Un’attività che ora subirà inevitabilmente una battuta d’arresto.
Il futuro fuori dal Consiglio comunale
L’esclusione dal civico consesso rappresenta il vero nodo politico per il futuro dell’esponente politico. “Non essere entrato in Consiglio comunale cambia molto”, ammette Piserà. “È evidente che tante battaglie non potranno più essere condotte con gli stessi strumenti istituzionali. Significa, di fatto, perdere una parte importante delle armi politiche e amministrative con cui ho combattuto fino a oggi”. Da qui la necessità di una pausa di riflessione per comprendere “cosa non ha funzionato, dove ho sbagliato, cosa la città mi ha voluto dire con chiarezza”.
Il perimetro dell’impegno politico di Piserà si sposta dunque fuori dal palazzo municipale, ma non si azzera. Il candidato sindaco conclude infatti rivendicando la propria dignità e indipendenza: “L’amore per Tropea non si misura da un seggio conquistato. Oggi prendo atto, accetto il risultato da uomo libero e guardo avanti con umiltà”.



