Università di Catanzaro, arriva la sentenza “Grecale”: condanne per sevizie sugli animali

Il gup infligge 9 mesi al supervisore dello stabulario e oltre quattro anni per corruzione a un dirigente Asl. La Leal si dice soddisfatta a metà: "Riconosciuta la violenza, ma restano le assoluzioni per i vertici scientifici"

Il procedimento Grecale, avviato per far luce sulle presunte irregolarità nella gestione degli stabulari dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, segna oggi una tappa decisiva con la sentenza del gup Gilda Danila Romano per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Lo annuncia Leal. Il Tribunale ha riconosciuto responsabilità penali per i maltrattamenti sugli animali emersi durante le sperimentazioni.
Condannato il responsabile dello stabulario di Roccelletta di Borgia e supervisore delle sperimentazioni – a 9 mesi.

Definito con patteggiamento a 1 anno, 11 mesi e 10 giorni il procedimento nei confronti di uno sperimentatore e valutatore dello stato di benessere degli animali. Condannati anche un dirigente Asl a 4 anni e 8 mesi, mentre sua figlia condannata a 4 anni, entrambi per corruzione. Secondo la ricostruzione giudiziaria, alcuni animali sarebbero stati “seviziati e decapitati senza anestesia”, in violazione dell’art. 544 del codice penale. L’abbattimento sarebbe avvenuto “con crudeltà e senza necessità”, delineando un quadro di violenza grave e ingiustificata.

Sul fronte delle assoluzioni, il giudice ha ritenuto insussistenti le accuse nei confronti dei responsabili scientifici dei progetti di ricerca. La loro attività riguardava la valutazione retrospettiva delle sperimentazioni, che include lo stato del benessere animale. Cade anche l’ipotesi di associazione a delinquere. Assolto inoltre il responsabile di un progetto di ricerca.

“Siamo soddisfatti che sia stata riconosciuta la violenza sugli animali – dichiara Gian Marco Prampolini, presidente Leal – ma resta l’amaro per le assoluzioni dei responsabili dei progetti, che avrebbero dovuto vigilare sul benessere animale. La giustizia sarà piena solo quando il modello animale verrà abbandonato: è obsoleto, crudele e non predittivo per l’uomo”. Leal conferma il proprio impegno: “Il risultato ottenuto ci sprona a proseguire la battaglia per il riconoscimento della sofferenza animale, emersa con forza dalle indagini e che continueremo a portare avanti nelle prossime fasi del processo”. (Ansa)

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