Sgombero campo Rom di Scordovillo, Alecci: scelta della Regione inadeguata

Il consigliere regionale del Partito Democratico contesta l'uso della legge Omnibus e propone un Tavolo tecnico permanente con i sindaci per evitare ripercussioni sulle graduatorie delle case popolari

“La gestione della situazione del campo Rom di Scordovillo è stata incomprensibile da parte della Regione Calabria”. Inizia con un duro attacco il comunicato di Ernesto Alecci, consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico. L’esponente dem ha contestato la scelta di affrontare una “problematica così complessa e stratificata nel tempo” attraverso l'”inserimento di una norma all’interno di una legge Omnibus, approvata in Consiglio senza il preventivo passaggio nelle Commissioni competenti”. Secondo Alecci, “questa modalità ha escluso il confronto istituzionale, impedendo alle minoranze di proporre soluzioni alternative e azzerando il coinvolgimento dei sindaci e delle amministrazioni locali interessate dal provvedimento”.

Il rischio di tensioni sociali e la proposta sui fondi

La redistribuzione delle 96 famiglie del campo nei vari Comuni del comprensorio lametino richiede, secondo il consigliere del PD, un “piano serio incentrato sull’integrazione sociale e sul miglioramento delle condizioni di vita”. Tuttavia, Alecci evidenzia il rischio concreto di “innescare tensioni tra fasce deboli della popolazione. Questo non può avvenire calpestando i diritti di quei cittadini che sono in attesa da tempo per un alloggio pubblico. Non si deve dare vita a una ‘guerra tra poveri’. La soluzione passa dall’utilizzo di fondi extra-bilancio e linee di finanziamento speciali dedicate all’inclusione e all’edilizia straordinaria, capaci di reperire nuovi immobili senza toccare le graduatorie comunali ERP vigenti”.

La richiesta di un Tavolo tecnico permanente

Per superare l'”attuale fase di stallo” e le “decisioni calate dall’alto”, il capogruppo del Partito Democratico ha rivolto un appello formale alla Giunta regionale affinché si “blocchino le imposizioni unilaterali e si proceda all’istituzione immediata di un Tavolo tecnico permanente”. L’organismo di confronto “dovrà vedere la partecipazione attiva della Prefettura, del Comune di Lamezia Terme e di tutti i primi cittadini del territorio, supportando strutturalmente i servizi sociali comunali attraverso un cronoprogramma chiaro in grado di garantire i diritti e la sicurezza di tutta la cittadinanza”.

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