Un sit-in organizzato davanti al Comune di Vibo Valentia per dire basta alla spirale di violenza e intimidazioni che, negli ultimi mesi, ha colpito rappresentanti istituzionali e dirigenti dell’ente. Ma la manifestazione, promossa dopo i recenti episodi ai danni del dirigente del settore Urbanistica, Andrea Nocita, si è svolta davanti a una piazza quasi vuota. Un silenzio pesante, che fa riflettere quanto gli stessi atti intimidatori.
L’ultimo filone di cronaca è quello che ha destato maggiore scalpore: prima l’aggressione fisica subita dal dirigente poco distante dalla stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, poi l’incendio della sua automobile. Due episodi gravi, avvenuti a distanza di breve tempo l’uno dall’altro, che hanno fatto scattare l’allarme rosso all’interno del municipio.
Presenti poche persone
Il sit-in avrebbe dovuto rappresentare una risposta forte, un momento di unità e vicinanza nei confronti di chi si trova in prima linea nella macchina amministrativa, spesso sotto pressione e minacce. Invece, davanti al Comune, si sono presentate soltanto poche persone. Un dato emblematico, che non è passato inosservato e che alimenta interrogativi sulla reale sensibilità della cittadinanza rispetto a quanto sta accadendo.
Secondo quanto emerge, tutto sarebbe iniziato a seguito di alcuni cambiamenti interni decisi dal sindaco Enzo Romeo proprio nel settore Urbanistica. Una rotazione di incarichi che, a quanto pare, non sarebbe stata gradita. Da lì è partita un’escalation di episodi inquietanti che ha progressivamente alzato il livello dello scontro.
Gli altri episodi
Prima del dirigente tecnico, d’altronde, altri segnali preoccupanti avevano già scosso Palazzo Luigi Razza. Nel mirino era finito il presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, preso di mira con colpi d’arma da fuoco esplosi contro la sua auto e persino contro la sua abitazione. In precedenza, anche un’altra dirigente comunale, Claudia Santoro, aveva subito il rogo della propria vettura.
Una sequenza di fatti gravi che avrebbe richiesto una risposta corale e collettiva da parte della società civile. La scarsa partecipazione al sit-in rischia ora di aprire riflessioni ancora più profonde sul clima che si respira in città e sul delicato rapporto tra cittadini, istituzioni e cultura della legalità.
Mentre le indagini sugli attentati proseguono a ritmo serrato, cresce la preoccupazione per un’escalation che colpisce direttamente il cuore della macchina amministrativa. Intanto, il vuoto registrato davanti al Comune resta l’immagine più amara di una giornata che avrebbe dovuto unire Vibo Valentia contro la paura e l’omertà.



