Sanità in Calabria, l’affondo di Alecci (Pd): “Un altro giorno di ordinaria follia”

Il capogruppo dem in Consiglio regionale attacca la gestione del presidente Occhiuto: "Non basta progettare grandi ospedali, i cittadini sono vittime dell'incapacità organizzativa sui territori. Sospesa a Crotone la terapia per l'anemia falciforme, mentre mancano terapisti per i bimbi autistici"

“Un altro giorno di ordinaria follia”. Non usa giri di parole Ernesto Alecci, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale della Calabria, per descrivere lo stato in cui versa la sanità locale. Attraverso un duro atto d’accusa, l’esponente dem evidenzia come, al di là degli annunci della governance regionale, la quotidianità dei pazienti calabresi e delle loro famiglie sia segnata da pesanti inefficienze e disservizi diffusi sul territorio.

“Sono convinto da sempre che solo vivendo la quotidianità dei pazienti e delle loro famiglie sia possibile comprendere quanto sia grave il ritardo della nostra sanità”, dichiara Alecci. “Gestire il sistema sanitario in Calabria non vuol dire solamente pensare alla costruzione dei grandi ospedali o trincerarsi dietro la mancanza di medici che non vogliono venire a lavorare nella nostra regione. Ma vuol dire essere vicino alle tante esigenze delle persone nei vari territori, non abbandonarle a loro stesse”.

Il caso Crotone: stop alla terapia per l’anemia falciforme

Il consigliere regionale della minoranza ha toccato con mano la situazione partendo alla volta di Crotone. Presso l’ospedale “San Giovanni di Dio”, infatti, l’Asp ha sospeso – dopo oltre dieci anni di attività – il trattamento di eritrocitoaferesi, fondamentale per rimuovere il sangue falcemico dal corpo umano. Si tratta di una terapia imprescindibile per i malati di anemia falciforme, necessaria a prevenire crisi vaso-occlusive devastanti, dolori cronici, ictus o infarti.

A seguito della sospensione, l’azienda sanitaria pitagorica ha comunicato la prossima attivazione di un servizio navetta per trasferire i pazienti all’ospedale di Catanzaro. Una soluzione fortemente contestata dal capogruppo Pd: “Ciò significherebbe viaggiare per più di un’ora all’andata e al ritorno e sostare per circa due ore e mezza presso l’ospedale di Catanzaro, senza considerare le difficoltà per chi proviene dai comuni della provincia, o il traffico estivo della Statale 106. I malati cronici che soffrono di questa patologia non hanno scelta, hanno bisogno di questo trattamento per la loro vita e devono essere curati vicino casa, al di là di vincoli burocratici o organizzativi”.

Allarme per la continuità terapeutica dei minori autistici

Di rientro dalla trasferta crotonese, l’esponente del Partito Democratico ha raccolto il grido d’aiuto di diverse famiglie allarmate per il futuro dei propri figli affetti da disturbi dello spettro autistico. A causa della mancata programmazione aziendale per la sostituzione di terapisti e psicologi, molti bambini e ragazzi rischiano l’interruzione dei trattamenti.

“Famiglie che si sentono abbandonate – denuncia Alecci – e rischiano di veder buttar al vento mesi e anni di terapie solo perché non si riesce a garantire loro una continuità terapeutica quotidiana, necessaria e fondamentale per situazioni di questo tipo. Non è possibile! Non è giusto!”.

L’attacco alla governance regionale

Il reportage sul campo diventa per il capogruppo del gruppo dem l’occasione per un affondo politico diretto al vertice della Cittadella: “Dietro al fantastico mondo che ci racconta il presidente Occhiuto, dove va tutto bene, questa è la realtà quotidiana che vivono i cittadini calabresi, vittime dell’incapacità di organizzare la sanità sui territori. Dietro le luci della ribalta, c’è la vita delle persone che si scontra con l’inefficienza”.

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