Poco più di duecento persone in piazza per chiedere la delocalizzazione di Meridionale Petroli. Non una grande mobilitazione, ma il segnale di una comunità che fatica a riconoscersi anche nelle proprie battaglie. Un dato che pesa, perché senza partecipazione non esiste pressione reale.
Il punto politico resta un altro: per mesi, anni, il Comune ha parlato di delocalizzazione senza mai tradurre quella posizione in atti incisivi. Lo Studio di Sito, che avrebbe potuto certificare l’incompatibilità dell’impianto con il contesto urbano, non è mai stato fatto. Un’assenza che oggi si paga tutta.
Nel frattempo Vibo Marina resta senza una direzione: nessuna idea per l’ex Italcementi, nessun progetto per l’ex Fiera di Portosalvo, nessuna visione per il Pennello. Solo vuoti che si sommano.
La verità è semplice e scomoda: una piazza poco presente e una politica poco determinata finiscono per raccontare lo stesso fallimento.



