Un intervento pubblico che “finisce per assumere il sapore di una conferma” circa le divisioni interne a Palazzo Luigi Razza. Giovanni Carè, giovane studente di Vibo Valentia iscritto alla facoltà di medicina e chirurgia all’Università di Catanzaro e già candidato al Consiglio comunale per le Amministrative del 2024 con Francesco Muzzopappa candidato a sindaco, interviene contro l’azione del sindaco Romeo, definendolo un “‘pompiere’, intento a spegnere un incendio politico sempre più difficile da contenere”.
La smentita che sa di conferma
Secondo Carè, il tentativo del primo cittadino di attribuire all’opposizione il ruolo di artefice di “presunte ricostruzioni fantasiose sulla scarsa compattezza della maggioranza” non convince. Al contrario, la temperatura all’interno del palazzo sarebbe in costante aumento: “E quando il clima interno diventa troppo caldo, il rischio è che qualcuno decida di uscire”. A testimoniare la “frattura”, c’è la “scelta del gruppo consiliare dei Democratici e Riformisti di richiedere in solitaria, cercando sponda nell’opposizione, un Consiglio comunale urgente sulla questione di via Vespucci, raccogliendo solo le proprie firme su una maggioranza di ben 21 consiglieri. Per un cittadino che segue le dinamiche politiche della nostra città – evidenzia Carè – la normalità sarebbe stata una riunione informale dei gruppi di maggioranza e, vista l’urgenza imposta dal tema, un’ampia convergenza”.
Le diverse anime della maggioranza
L’ex candidato sottolinea come sia ormai difficile tenere il conto delle prese di posizione pubbliche distanti dall’azione del sindaco. Carè cita in primis l’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo – “protagonista e collante della coalizione del centro-sinistra guidata da Romeo alle ultime amministrative, del quale sono espressione il vicesindaco e ben due consiglieri comunali” – che ha chiesto un “deciso cambio di passo”.
Poi proprio il gruppo Democratici e Riformisti che, dopo la richiesta di Consiglio urgente, ha chiesto l’intervento della Prefettura per varare una proposta alternativa, lasciando il sindaco spiazzato: “È stata preventivamente condivisa con il sindaco prima di essere inviata alla Prefettura?”, si chiede Carè. Infine, evidenziato il silenzio “dell’ala del PD locale e soprattutto del Movimento 5 Stelle”, forza politica che nel 2024 fece convergere il sostegno su Romeo e che “potrebbe presto richiedere maggiore attenzione al programma elettorale messo da parte dalle beghe di palazzo”.
Le contraddizioni su depositi costieri e Piano Spiaggia
Carè respinge anche le accuse volte a scaricare sull’opposizione la responsabilità di non essere propositiva. Al contrario, ricorda come l’opposizione rispose presente sulla delocalizzazione dei depositi costieri a Vibo Marina per “immaginare un futuro diverso”. Tuttavia, nei mesi successivi, chi sollevava dubbi veniva accusato di “‘remare contro'”. “In realtà – precisa lo studente di medicina – si cercava semplicemente di evidenziare come dagli atti pubblicamente disponibili non emergesse, in maniera esplicita, alcun obbligo giuridicamente vincolante per la Meridionale Petroli di delocalizzare i depositi entro quattro anni, come invece sostenuto pubblicamente dal sindaco”.
Un’altra “evidente contraddizione” riguarderebbe il nuovo Piano Spiaggia, che ha ottenuto un parere favorevole e unanime in Conferenza dei Servizi mentre, contestualmente, “autorevoli esponenti della stessa maggioranza abbiano avuto l’esigenza di prendere posizioni differenti”. Per Carè la risposta è chiara: “Probabilmente il sindaco sa che questa unità d’intenti non esiste […] ed è costretto a dire il contrario per mantenere gli equilibri”.
Il rischio di un nuovo stallo amministrativo
La preoccupazione principale espressa da Carè riguarda il fatto che le “crisi interne abbiano già monopolizzato l’amministrazione per quasi la totalità dei due anni dall’insediamento, trovando una tregua solo con il rimpasto di febbraio”. Oggi, a giudizio di Carè, secondo quanto trapela dai corridoi di Palazzo Luigi Razza, il rischio di un “nuovo stallo è concreto”. “C’è il forte rischio che si stiano utilizzando temi sensibili e importanti per il futuro della città […] per ridisegnare nuovamente gli equilibri politici andando a coinvolgere assessorati importanti o addirittura il ruolo di vicesindaco”. Carè conclude con un monito per la stagione in corso: “Vedremo, nel disinteresse totale del bene della città e dei cittadini, cosa ci riserverà questa calda estate e chi eventualmente sarà costretto a uscire; chissà, forse alla fine proprio il ‘pompiere’, infastidito da chi gioca troppo con il fuoco”.



