Sfruttamento, la Uil Calabria avverte: “Amendolara non è un caso isolato”

La segretaria generale Mariaelena Senese rilancia le proposte alla Regione: "Centri per l’impiego e bilateralità in agricoltura siano messe a sistema per togliere ai caporali il controllo della domanda e dell’offerta di lavoro"

“I numeri resi noti dalla Questura di Crotone sull’attività di contrasto alle irregolarità e ai reati connessi all’impiego di lavoratori stagionali nei settori dell’agricoltura, del turismo balneare e della ristorazione rappresentano il segnale concreto di un impegno costante e capillare delle forze dell’ordine contro fenomeni che troppo spesso restano sommersi”.

“Proprio pochi giorni fa – ha aggiunto Senese – assieme al segretario regionale UILA Pasquale Barbalaco siamo stati auditi dalla Commissione consiliare Agricoltura e abbiamo avuto un confronto con il presidente Occhiuto e l’assessore Calabrese. In quelle sedi abbiamo avanzato proposte concrete e immediatamente attuabili. Tra queste, abbiamo chiesto all’assessore Calabrese di promuovere una connessione stabile tra il sistema della bilateralità agricola e i Centri per l’impiego territoriali, così da creare un canale trasparente e legale tra domanda e offerta di lavoro. Mettere in rete lavoratori e imprese significa sottrarre spazio ai caporali, privandoli del controllo sul reclutamento della manodopera e riducendo la dipendenza dei lavoratori da figure che si presentano come intermediari ma che invece sono aguzzini”.

Non un caso isolato

“L’azione svolta dalla Questura di Crotone sotto la guida del questore Panvino ha dimostrato che quanto accaduto ad Amendolara non può essere considerato un episodio isolato, ma l’espressione più evidente di un sistema che continua a prosperare nelle aree più fragili del mercato del lavoro. Il caporalato non si limita all’intermediazione illegale della manodopera: è un meccanismo di controllo che alimenta ricatti, sfruttamento economico, isolamento sociale e, in molti casi, vere e proprie forme di sopraffazione e violenza ai danni di persone che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità. I risultati ottenuti dalla Questura di Crotone certificano quanto sia ancora radicato questo fenomeno e quanto sia urgente rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela”, è l’analisi di Senese.

“Per questo motivo – ha concluso Senese – ribadiamo la necessità di ampliare e approfondire la rete di controlli rafforzando la dotazione organica delle Forze dell’Ordine: lo sfruttamento dei lavoratori non è solo una distorsione del mercato del lavoro, ma è una pratica gestita e coordinata dalla criminalità organizzata e come tale deve essere trattata”.

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