Mare sporco, la Calabria non esce dall’emergenza: 175 milioni per la depurazione, ma i divieti e le segnalazioni continuano

Doppio vertice in Cittadella tra Regione, forze dell'ordine, magistratura e sindaci: sul tavolo il piano da 175 milioni contro l'inquinamento, mentre in molte zone della Calabria il mare continua a far discutere

La stagione estiva è già entrata nel vivo, ma il mare continua a presentare criticità in diverse zone della Calabria. Segnalazioni di acque torbide, scarichi sospetti e preoccupazioni tra residenti e turisti riportano al centro del dibattito una questione che da anni accompagna il territorio: quella della depurazione inefficiente e dell’inquinamento costiero.

La stretta della Regione: tolleranza zero

In Cittadella, il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha presieduto due incontri strategici. Il primo, di carattere operativo, con prefetti, procuratori, Capitanerie di porto, Carabinieri e Guardia di finanza, per fare il punto sulle attività di controllo in vista dell’estate. Il secondo con i sindaci dei Comuni interessati dagli interventi. L’obiettivo dichiarato è chiaro: efficientare l’intera filiera della depurazione e adottare una linea di “tolleranza zero” nei confronti di chi inquina.

Depuratori, il nodo resta il collettamento

Nel corso del confronto con gli amministratori locali è emerso uno dei problemi storici del sistema calabrese: il deficit di collettamento. In molte aree, infatti, le reti fognarie non convogliano correttamente i reflui verso gli impianti di trattamento, compromettendo l’efficacia della depurazione. Attraverso Sorical è stata completata una ricognizione degli impianti esistenti per individuare le principali emergenze e programmare gli interventi necessari. Una parte delle opere urgenti è già in corso nei comuni costieri e lo stesso modello sarà progressivamente esteso ai centri dell’entroterra.

Monitoraggio h24 e controlli sugli autospurgo

Per rafforzare la vigilanza, Arpacal ha installato sonde di controllo su 70 depuratori della fascia costiera. I dispositivi consentono un monitoraggio continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro, segnalando in tempo reale eventuali anomalie e attivando le procedure di verifica. La Regione ha inoltre annunciato il rilancio dell’ordinanza che prevede controlli capillari sugli autospurgo, uno dei punti ritenuti più delicati nella gestione dei reflui.

Gli annunci e la realtà delle spiagge

Le risorse stanziate rappresentano uno degli investimenti più consistenti degli ultimi anni nel settore ambientale calabrese. Tuttavia, gli annunci si scontrano con una realtà che continua a generare polemiche e preoccupazioni. Anche quest’estate, infatti, in diversi tratti di costa non sono mancate segnalazioni e proteste per le condizioni del mare.

La sfida, dunque, non è soltanto quella di programmare interventi e stanziare fondi, ma di trasformare rapidamente i progetti in risultati concreti e visibili. Perché la qualità delle acque non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente, ma incide direttamente sulla credibilità della Calabria e sul futuro di un comparto turistico che vive soprattutto del suo patrimonio naturale.

 

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