Per la Procura della Repubblica di Lamezia Terme si apre una nuova fase. A circa un anno dalla vacanza dell’incarico, si è insediato il nuovo procuratore capo Elio Romano, magistrato di lungo corso con una consolidata esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata maturata alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
Una guida stabile per un territorio complesso
La cerimonia, presieduta dal presidente del Tribunale Giovanni Garofalo, ha riunito i vertici della magistratura e delle forze dell’ordine. Presenti, tra gli altri, il procuratore capo della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio, il procuratore generale Giuseppe Lucantonio, la presidente della Corte d’Appello Concettina Epifanio, oltre ai rappresentanti di Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza.
Le priorità: ambiente, corruzione e reati gravi
Romano ha richiamato il forte legame con Lamezia, dove ha già lavorato per dieci anni, sottolineando di conoscere “abbastanza bene” le dinamiche della ‘ndrangheta lametina. Il primo obiettivo sarà quello di organizzare l’ufficio e definire le priorità investigative: dai reati ambientali a quelli contro la pubblica amministrazione, fino agli omicidi e ai reati contro il patrimonio.
Il nodo dei cold case
Tra i temi affrontati anche quello dei delitti irrisolti del territorio. Sul cosiddetto “caso dei netturbini”, Romano ha ricordato il lavoro svolto negli anni passati, definendolo uno dei suoi maggiori rammarichi investigativi, pur precisando di non essere nelle condizioni di esprimersi su eventuali nuovi sviluppi dell’inchiesta.
L’arrivo di Elio Romano segna così il ritorno di un magistrato dal profilo fortemente antimafia alla guida della Procura lametina, chiamata a rispondere alle domande di giustizia di uno dei territori più delicati della Calabria.



