Strade colonizzate dai rifiuti nel Vibonese, Rifondazione Comunista: Anas e Provincia paralizzate dal rimpallo di competenze (foto)

Il partito sollecita i sindaci a firmare ordinanze urgenti e propone la svolta pubblica sul modello del deposito cauzionale tedesco

Le arterie stradali della provincia di Vibo Valentia “versano in uno stato di totale e inaccettabile degrado”. L’immagine simbolo di questo “scempio”, che immortala un “ammasso di plastica, imballaggi e rifiuti ingombranti abbandonati lungo le nostre strade provinciali e statali, fotografa una realtà purtroppo diffusa, ma qui portata all’estremo”. A seguito delle operazioni stagionali di sfalcio e trinciatura dell’erba, la vegetazione “smette di nascondere la vergogna: chilometri di scarpate si rivelano per ciò che sono diventati, ovvero discariche lineari a cielo aperto dominate da bottiglie, sacchetti di plastica e rifiuti di ogni genere. Non si tratta più solo di inciviltà individuale, ma di un evidente fallimento strutturale e normativo”, dichiara Gregorio Greco, responsabile ambiente della segreteria regionale del partito della Rifondazione Comunista calabrese.

“Esiste un perenne conflitto di competenze tra i Comuni, le Province e l’Anas su chi debba materialmente rimuovere i rifiuti e pulire le pertinenze stradali. Questo rimpallo istituzionale, generato dai vuoti interpretativi del Codice della Strada e del Testo Unico Ambientale, paralizza gli interventi e lascia il territorio nel degrado. È urgente rivedere radicalmente le norme per definire ruoli chiari e vincolanti per ogni singolo attore”.

La mappa delle responsabilità sul territorio di Vibo Valentia è “regolata dall’articolo 14 del Codice della Strada, che assegna l’obbligo tassativo di pulizia e manutenzione all’ente proprietario della via. Di conseguenza, la competenza per le strade statali (come la SS 18) è interamente di Anas S.p.A., mentre la responsabilità per le strade provinciali (S.P.) ricade sulla Provincia di Vibo Valentia. Per quanto riguarda invece le strade interne alle aree dei vecchi nuclei industriali e delle zone CORAP (come Porto Salvo o l’Aeroporto), la competenza appartiene al CORAP, il quale conserva l’obbligo di bonifica anche se si trova in stato di liquidazione”.

Basta aspettare

“Se questi enti non intervengono – incalza Greco – lo stallo va superato con la forza della legge. Il sindaco del territorio in cui ricade la strada ha il potere e il dovere, tramite l’articolo 192 del Testo Unico Ambiente, di firmare ordinanze contingibili e urgenti contro ANAS, Provincia e CORAP. Se questi soggetti ignorano l’atto, il Comune deve pulire d’ufficio ed eseguire ‘in danno’, addebitando loro ogni singolo centesimo delle spese. Non si può più aspettare”.

L’alternativa è possibile: il modello del vuoto a rendere europeo

Rifondazione Comunista evidenzia come l’Italia sia drammaticamente indietro rispetto ad altri contesti europei, dove il problema dell’abbandono delle bottiglie di plastica è stato praticamente azzerato grazie al sistema del deposito cauzionale (Deposit Return System – DRS).

“In Germania, con il sistema Pfand, si paga una piccola cauzione su ogni bottiglia o lattina, che viene restituita interamente quando il vuoto si riporta al supermercato. Risultato? Oltre il 97% di riciclo e strade pulite. Modelli simili corrono già in Austria e Polonia. In Italia una legge quadro esiste dal 2021, ma è tutto bloccato perché i governi non emanano i decreti attuativi. È una vergogna tutta italiana a cui bisogna  porre fine”.

Fondi PNRR e occupazione: per una gestione pubblica dell’ambiente

La transizione ecologica deve camminare di pari passo con la giustizia sociale e il lavoro stabile. Rifondazione Comunista propone di attingere in modo strategico ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per finanziare e implementare una rete capillare di impianti pubblici per il recupero e il riciclo tecnologico di questi materiali. Questo massiccio investimento pubblico consentirebbe di generare un forte impatto occupazionale, creando migliaia di nuovi posti di lavoro dignitosi e stabili nel settore della green economy.

“La gestione dei rifiuti affidata ai privati si è dimostrata un fallimento sociale e ambientale, finalizzata all’arricchimento di pochi a discapito della collettività”, conclude Gregorio Greco.

“La manutenzione del verde pubblico e l’intero ciclo dei rifiuti devono ritornare saldamente in mano pubblica. Solo una gestione pubblica e partecipata può garantire la tutela del territorio, il decoro delle nostre strade e il rispetto dei diritti dei lavoratori. Chiediamo alle istituzioni calabresi e nazionali un cambio di rotta immediato prima che le nostre strade si trasformino definitivamente in un monumento all’incuria”.

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