Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il dirigente comunale, Salvatore Gangemi, risultano iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico.
La vicenda, legata alla gestione e all’utilizzo dello stadio Ezio Scida, è culminata venerdì scorso nella notifica di un avviso di garanzia e di un contestuale invito a comparire da parte dei militari della Guardia di Finanza, che hanno agito su input della Procura della Repubblica pitagorica. Al centro dei rilievi della magistratura inquirente c’è il via libera concesso per lo svolgimento dei match interni del Crotone Calcio durante gli ultimi due campionati di Serie C. Secondo l’impostazione dell’accusa, l’autorizzazione per il servizio di somministrazione e vendita delle bevande all’interno della struttura sportiva sarebbe stata rilasciata poggiando su un provvedimento ormai privo di validità.
I magistrati ipotizzano infatti che l’atto amministrativo utilizzato per consentire l’attività al soggetto privato fosse già scaduto nel 2022, anno in cui si sono interrotti gli effetti di un’autorizzazione risalente a quattro anni fa. Una presunta irregolarità formale nella catena dei permessi che ha fatto scattare i decreti della Procura e i relativi accertamenti a carico del primo cittadino e del capo del dipartimento comunale.



