Piani Strutturali per lo sviluppo delle città

I nuovi PSC rappresentano un'opportunità per ripensare lo sviluppo delle città calabresi. Tra la necessità di limitare il consumo di suolo e la richiesta di nuove aree per attività produttive e servizi, emerge l'esigenza di trasformare i piani urbanistici da semplici strumenti di espansione edilizia a veri piani strategici per la crescita economica

In relazione ai nuovi PSC, occorre cambiarne la struttura poiché in Calabria, oltre a dover consumare meno terreno agricolo, si confrontano due esigenze: quelle di avere aree nuove per catalizzatori urbani di sviluppo delle città e nuove aree richieste urgentemente dai cittadini.

Tali esigenze si scontrano con le nuove opportunità politiche che richiedono nessun consumo del suolo aggiuntivo, recepite, sia pur malamente dalla legge urbanistica calabrese. Quest’ultima considera nessun consumo di suolo tutto ciò che appartiene ai vecchi PRG, ovvero le aree dei potenti negli anni ’90 e ‘2000, ovvero la mafia.

Ulteriormente in Calabria vige l’ART 20 DEL QTRP che impone, in caso di consumo di suolo urbanizzabile, i nuovi Piani di lottizzazione  min. di 30.000 mq, (solo i ricchi e la mafia hanno questa possibilità), l’ammagliamento del tessuto urbanizzato sfrangiato, l’omogeneità del disegno urbano a seguito di riempimento dei vuoti urbani anche  per il recupero di standard di urbanizzazioni, e una dichiarazione di non essere riuscito alla realizzazione dell’intervento nelle aree urbanizzate.

A tutto ciò si può ovviare con i nuovi PSC utilizzando due elementi che portano a un consumo di suolo ponderato:

1. Catalizzatori, La previsione di Catalizzatori economici previsti dall’amministrazione che dovrebbero svilupparsi anche con il contributo economico dei privati oltre che del pubblico.

2. B.I.D., Bandi di interesse pubblico, ovvero la richiesta dei privati di edificare delle aree o aziende produttive da localizzare, previo convenzione e dichiarazione di quanto previsto dal QTRP art 20 (non essere riuscito alla realizzazione dell’intervento nelle aree urbanizzate e di avere urgenza all’edificazione).

L’applicazione di questi due elementi nei comuni calabresi ha avuto un discreto successo, vedi Lamezia e Fuscaldo, mentre la difficoltà di applicazione è stata sempre di far capire che i Bandi di interesse non erano per avere un lotto edificabile a vita, ma un lotto immediatamente da edificare, per il resto occorre aspettare un nuovo piano.

Chiaramente diviene strategico effettuare preliminarmente il passaggio del PSC secondo l’ex Genio Civile, riconoscendo i vincoli assoluti da quelli tutori, al fine di permettere che nessuna richiesta di Catalizzatore economico o di bando di interesse urgente, sia posizionata su terreno con vincolo assoluto.

Queste modalità d’uso del PSC ne cambiano la struttura, poiché fanno divenire lo stesso Piano Urbanistico da espansivo, per costruire qualche casetta in più, ad un Piano Strategico per lo sviluppo economico della città. Sarà la bravura delle amministrazioni a saper attuare le scelte effettuate.

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