Un incidente stradale avvenuto in pieno centro a Serra San Bruno ha riacceso i riflettori sulle pesanti carenze del sistema di emergenza-urgenza nell’entroterra vibonese. A denunciare l’accaduto è Rocco La Rizza, presidente del Comitato “San Bruno”, che descrive una situazione ormai al limite: “Ieri – fa sapere l’attivista – si è verificato un incidente intorno alle 13 in pieno centro, la persona è rimasta a terra per più di 30 minuti soccorsa dai passanti”. A chi ha allertato i soccorsi è stato infatti risposto che “al momento non ci sono ambulanze in zona, la prima disponibile è a Palmi a circa un’ora dal punto dell’incidente”. L’intervento si è risolto solo grazie a una serie di coincidenze e alla presenza casuale di un’ambulanza privata che stazionava davanti al presidio locale per via di alcuni lavori alla centrale elettrica.
L’attacco alla gestione regionale e i dubbi da Roma
La Rizza punta il dito contro i vertici della Regione Calabria. “Come dico sempre giocano con le nostre vite, e purtroppo chi ci dovrebbe tutelare non spende neanche una parola”, attacca il presidente del Comitato, aggiungendo che “lo stesso Occhiuto davanti a questa catastrofe non interviene, continua a portare avanti questo progetto sapendo che in queste condizioni qualcuno rischia seriamente di lasciarci la pelle”. Sotto la lente del sodalizio finiscono anche i ritardi sul fronte politico nazionale e ministeriale: “Non sono positive le notizie che arrivano da Roma dove da oltre 2 mesi stanno vagliando le carte per fare cessare il commissariamento della sanità in Calabria”, spiega La Rizza, sottolineando come “nella realtà purtroppo siamo bloccati e a quanto pare tante procedure e tanti conti non vanno bene”.
L’appello alla mobilitazione
Di fronte a un vero e proprio progressivo e costante smantellamento del diritto alla salute sul territorio, il presidente del Comitato San Bruno lancia un appello alla cittadinanza affinché si abbandoni l’indifferenza: “Mi appello a voi cari amici non continuiamo a fare finta di niente, prendiamo posizione tutti insieme, difendiamo il nostro diritto alla salute. Ogni funzionario o capo dipartimento agisce come vuole, sa benissimo che nessuno legalmente parlando alla fine gli chiede il conto”.



