Jazzolino, la radiologia che “colora” l’epatocarcinoma: lo studio presentato nei prestigiosi congressi internazionali (video)

Jazzolino, la radiologia che “colora” l’epatocarcinoma: lo studio presentato nei prestigiosi congressi internazionali (video)

Il primario di Radiologia, Francesco Loria, ha coordinato una ricerca innovativa su 189 pazienti: il mezzo di contrasto diventa un indicatore di aggressività tumorale

“Comunico con grande soddisfazione che i risultati presentati al Congresso europeo di Vienna del marzo 2026 sono stati poi raccolti in un lavoro scientifico accettato da una importante rivista internazionale”. Così il dottor Francesco Loria, primario del reparto di Radiologia dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, introduce lo studio dedicato alla tipizzazione dell’epatocarcinoma, il tumore del fegato. La ricerca si concentra sulla possibilità di distinguere il grado di aggressività della neoplasia attraverso l’analisi dinamica del mezzo di contrasto durante l’ecografia avanzata, utilizzando un software integrato nello strumento diagnostico.

La “mappa colorimetrica” che studia il tumore in tempo reale

“Lo scopo del lavoro è stato valutare le potenzialità di un software di cui è dotato il nostro ecografo – spiega Loria – che consente, dopo l’iniezione del mezzo di contrasto, di analizzare i millisecondi di ingresso nella lesione attraverso una mappa colorimetrica dal rosso all’azzurro”. In questo modo, secondo lo studio, è possibile osservare la velocità e l’intensità con cui il mezzo di contrasto entra nella massa tumorale. “Le lesioni più aggressive mostrano un ingresso più rapido e intenso, mentre quelle meno aggressive hanno un comportamento più lento”. Il primario sottolinea che la metodica ha mostrato “una elevata affidabilità, circa il 90% dei casi, nel differenziare i livelli di aggressività dell’epatocarcinoma”, pur precisando che non si tratta di un modello matematicamente assoluto.

Applicazioni oltre il fegato e prospettive future

Lo studio non si limita all’ambito epatico. “Abbiamo sperimentato la stessa metodologia anche sui tumori cutanei, come basaliomi e spinaliomi, ottenendo risultati molto incoraggianti”, afferma Loria, ricordando anche la presentazione dei dati al Congresso di Radiologia del Nord America a Chicago e la prossima esposizione al congresso nazionale di Milano. La ricerca è stata condotta su 189 pazienti e, secondo il primario, apre la strada a un’evoluzione della diagnostica: “La tecnologia, soprattutto se integrata con sistemi di intelligenza artificiale, potrà migliorare la diagnosi precoce, ridurre esami inutili e incidere positivamente sulla prognosi dei pazienti”.

Innovazione tecnologica e futuro della diagnostica

Infine, il dottor Loria evidenzia il ruolo delle nuove attrezzature: “La nuova Tac e la risonanza magnetica recentemente inaugurate rappresentano un passo avanti non solo per il reparto, ma per tutta la popolazione che vi accede”. Un percorso che, secondo il primario, punta a una radiologia sempre più precisa, rapida e integrata con le nuove tecnologie, con l’obiettivo di trasformare la diagnosi in uno strumento sempre più predittivo e personalizzato.

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