Rissa in un locale del centro: notificati quattro Daspo urbani a giovani del posto

I provvedimenti emessi dal questore di Reggio Calabria avranno una durata di due anni. Per i destinatari scatta il divieto di accedere e sostare nei locali pubblici del comune dalle 19 alle 7. Quattro le denunce dei Carabinieri
rissa bagnara

I Carabinieri della Stazione di Bagnara Calabra hanno notificato quattro provvedimenti di DACUR (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), comunemente noti come “Daspo urbani”, emessi dal questore di Reggio Calabria. I destinatari della misura di prevenzione sono quattro giovani ritenuti coinvolti in una violenta rissa scoppiata all’interno di un esercizio pubblico del centro cittadino. Il provvedimento amministrativo, che avrà una durata di due anni, impone ai ragazzi il divieto assoluto di accedere e sostare, in tutti i giorni della settimana e nella fascia oraria compresa tra le 19 e le 7 del giorno successivo, all’interno dei pubblici esercizi e dei locali di pubblico trattenimento situati nell’intero territorio del Comune di Bagnara Calabra.

Le indagini

La misura di prevenzione è stata adottata dall’Autorità provinciale di pubblica sicurezza sulla base delle risultanze investigative e degli accertamenti raccolti sul campo dai militari dell’Arma. L’intervento si è reso necessario per arginare e prevenire il ripetersi di episodi di violenza nelle aree urbane maggiormente frequentate dalla movida durante le ore serali e notturne, con l’obiettivo prioritario di tutelare il decoro, l’ordine e la sicurezza pubblica.

Denunce e risvolti penali

Oltre alle sanzioni amministrative, l’episodio ha avuto pesanti risvolti sul piano penale. Tre dei quattro giovani deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di rissa. Il quarto partecipante, invece, denunciato in stato di libertà per il reato di minaccia a pubblico ufficiale, per aver rivolto frasi intimidatorie nei confronti di uno dei Carabinieri intervenuti sul posto per sedare la colluttazione e ripristinare la calma. Le autorità competenti precisano che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, per tutti gli indagati, vige il principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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