Spadola, il Consiglio comunale sull’acqua si farà in piazza. La minoranza: convocato su nostra richiesta, i cittadini partecipino

Il gruppo di opposizione rivendica l'iniziativa sulla gestione del servizio idrico e i rapporti con Sorical: nessun attacco politico, esercitiamo solo il controllo democratico. Ma la scelta del sabato prefestivo ostacola la partecipazione

“Prendiamo atto della convocazione del Consiglio comunale straordinario e riteniamo necessario ristabilire la verità dei fatti”. Inizia così la nota ufficiale con cui il gruppo di minoranza del Comune di Spadola, nel Vibonese, interviene in vista della seduta consiliare fissata per il prossimo 4 luglio. I consiglieri di opposizione tengono a mettere in chiaro fin da subito la genesi dell’appuntamento, rivendicandone la paternità: “Il Consiglio comunale del 4 luglio non nasce da un’iniziativa della maggioranza, ma da una precisa richiesta della minoranza, che ha esercitato uno degli strumenti più importanti riconosciuti ai consiglieri comunali: chiedere conto dell’operato dell’Amministrazione su un tema che riguarda l’intera comunità, quale la gestione del servizio idrico e i rapporti con Sorical”.

L’opposizione esprime forte sorpresa per le reazioni della vigilia: “Sorprende leggere una nota che, anziché entrare nel merito delle questioni sollevate, tenta di trasformare una richiesta istituzionale in un attacco politico nei confronti della minoranza. Il ruolo della minoranza non è quello di applaudire chi governa, ma di controllarne l’operato, verificare gli atti amministrativi, presentare interrogazioni e pretendere risposte nell’interesse dei cittadini. È questo il significato della democrazia e del confronto istituzionale. Cercare di sminuire questa funzione significa svilire il ruolo stesso del Consiglio comunale”.

La scelta della piazza e i dubbi sulla data prefestiva

La decisione di spostare l’assise fuori dal palazzo municipale trova il pieno consenso della minoranza, che lancia un invito alla popolazione: “La decisione di svolgere il Consiglio comunale in piazza è una scelta che condividiamo. Anzi, è la sede più opportuna per discutere di un tema delicato come l’acqua, perché i cittadini hanno il diritto di ascoltare direttamente il confronto, senza filtri e senza narrazioni di parte. La trasparenza si pratica davvero quando si risponde alle domande poste, non quando la si utilizza come slogan”.

Se la scelta del luogo convince, a sollevare dubbi sono invece il giorno e l’ora stabiliti per il dibattito: “Desta forti perplessità la scelta della data. Esattamente come accaduto con la convocazione del Consiglio di lunedì 1° giugno, (in mezzo a 4 giorni festivi dal 30-31 maggio al 2 giugno) anche questa volta è stato scelto un giorno prefestivo, in un periodo in cui molte famiglie programmano da tempo momenti di riposo o impegni personali. È difficile considerarla una semplice coincidenza. Piuttosto, sembra riproporsi un metodo ormai consolidato: convocare le sedute in giornate particolarmente scomode e, successivamente, utilizzare eventuali assenze come argomento di propaganda politica. Le istituzioni meritano un approccio diverso. Se davvero l’obiettivo è favorire la partecipazione e il confronto, le convocazioni dovrebbero essere fissate in condizioni che consentano a tutti i consiglieri di svolgere pienamente il proprio mandato e ai cittadini di partecipare senza inutili ostacoli. Diversamente, il richiamo alla trasparenza rischia di trasformarsi in una mera operazione di immagine”.

“Saremo presenti per avere risposte chiare nell’interesse di tutti”

L’opposizione ribadisce la totale disponibilità al dialogo sul tema dell’approvvigionamento idrico, confermando la propria presenza in piazza e invitando la cittadinanza a fare altrettanto per assistere al dibattito: “Noi non abbiamo paura del confronto. Siamo stati noi a chiederlo, nelle sedi istituzionali previste dalla legge, su un tema che interessa ogni famiglia di Spadola. Saremo presenti in piazza con lo stesso spirito con cui abbiamo presentato l’interrogazione: ottenere risposte chiare e documentate nell’interesse della comunità. Ai cittadini lasciamo una sola considerazione: chi svolge il ruolo di minoranza non crea problemi, ma esercita un diritto-dovere previsto dall’ordinamento democratico. Controllare l’operato della maggioranza significa tutelare l’interesse pubblico. È questo il mandato che ci è stato affidato e continueremo a esercitarlo con serietà, responsabilità e rispetto delle istituzioni, senza lasciarci distrarre da polemiche costruite per spostare l’attenzione dai temi che contano davvero”.

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