Vent’anni dall’alluvione che sconvolse il litorale vibonese: la memoria resta viva, ma il territorio attende ancora le risposte definitive (video)

Vent’anni dall’alluvione che sconvolse il litorale vibonese: la memoria resta viva, ma il territorio attende ancora le risposte definitive (video)

Il 3 luglio 2006 il maltempo devastò soprattutto Bivona, mise in ginocchio le aziende di Portosalvo e provocò ingenti danni a Vibo Marina. La manifestazione in ricordo delle vittime e per un momento di riflessione su quanto è stato fatto e su ciò che resta da completare rinviata (causa maltempo) al 23 luglio

Il 3 luglio 2006 è una delle pagine più drammatiche della storia recente del territorio vibonese. Un violento nubifragio trasformò torrenti e canali in fiumi di fango e detriti che, nel giro di poche ore, travolsero il litorale, cambiandone per sempre il volto. A pagare il prezzo più alto fu Bivona, letteralmente sommersa dall’acqua e dal fango. Gravissime anche le conseguenze per Portosalvo, dove decine di attività produttive rimasero in ginocchio, e per Vibo Marina, che riportò danni pesantissimi alle abitazioni, alle infrastrutture e al tessuto economico.

Fu una tragedia che costò la vita alle guardie giurate Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascale, oltre al piccolo Salvatore Gaglioti, di appena sedici mesi, travolto dalla furia della piena.

Oggi, a vent’anni da quel disastro, istituzioni, associazioni e cittadini avrebbero dovuto ritrovarsi per commemorare le vittime e rilanciare il tema della prevenzione. La manifestazione, promossa dalla Prociv Augustus insieme al Comune di Vibo Valentia, che punta a trasformare la memoria in un’occasione di confronto sulla sicurezza del territorio e sulla cultura della resilienza è stata rinviata al 23 luglio causa maltempo.

Tra memoria e prevenzione

Il programma prevedeva il Villaggio della Solidarietà, il memoriale dedicato alle vittime, una tavola rotonda sull’Ecosistema della Resilienza con rappresentanti della Protezione civile, delle istituzioni e del mondo del volontariato, per poi concludersi con la sfilata e il concerto della Fanfara dei Bersaglieri. L’obiettivo è guardare al futuro senza dimenticare ciò che accadde il 3 luglio 2006, quando un evento estremo mise in evidenza tutta la fragilità del territorio.

I risultati raggiunti e le criticità ancora aperte

In questi vent’anni sono stati realizzati interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, è cresciuta la cultura della Protezione civile e sono stati migliorati gli strumenti di monitoraggio e di allerta. Resta però il rammarico per una ricostruzione che, sotto diversi aspetti, non ha mantenuto tutte le aspettative. Molte famiglie colpite dall’alluvione non ricevettero gli aiuti sperati o dovettero attendere anni prima di ottenere risposte concrete. Le ingenti risorse disponibili furono spesso frammentate tra numerosi interventi, mentre la burocrazia rallentò opere e procedure.

Lo sviluppo che non è mai decollato

Permangono inoltre diverse aree classificate a rischio idrogeologico, mentre alcune questioni strategiche sono rimaste irrisolte. Le delocalizzazioni degli impianti e dei depositi costieri, indicate all’indomani dell’alluvione come prioritarie per ridurre l’esposizione ai rischi, sono rimaste sostanzialmente sulla carta. Anche il rilancio economico del litorale, annunciato come occasione per ridisegnare il futuro di Bivona, Portosalvo e Vibo Marina, non si è mai concretizzato pienamente. Il territorio continua a convivere con fragilità strutturali che frenano investimenti e sviluppo.

Vent’anni dopo, la commemorazione non può limitarsi al ricordo. La tragedia del 3 luglio 2006 resta un monito affinché la sicurezza del territorio diventi una priorità costante e perché le promesse rimaste incompiute trovino finalmente risposte concrete. (Nel video il racconto e le testimonianze – raccolte mesi fa – di alcuni dei protagonisti di quella tragedia). 

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