L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia e Azienda Zero finiscono nel mirino delle associazioni del territorio per il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza amministrativa. Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo per l’Osservatorio Civico “Città Attiva”, insieme a Rocco La Rizza per il “Comitato San Bruno”, hanno reso noto che le due istituzioni “non hanno fornito alcun riscontro nei termini dei trenta giorni previsti dalla legge a un’istanza di accesso civico generalizzato (presentata ai sensi del D.Lgs. n. 33/2013)”.
Il bando per gli anestesisti e il silenzio amministrativo
Al centro della richiesta di accesso c’è una procedura di reclutamento di personale medico di fondamentale importanza per l’assistenza locale. I comitati avevano richiesto formalmente l’elenco dei medici specialisti in Anestesia e Rianimazione che avevano risposto a un bando aziendale. Secondo le informazioni disponibili alle associazioni, la procedura avrebbe registrato ben 16 candidature, ma non avrebbe prodotto alcun risultato in termini di contratti stipulati o assunzioni effettive. Una vicenda definita critica alla luce della cronica carenza di anestesisti e rianimatori che penalizza i servizi ospedalieri dell’ASP di Vibo Valentia, condizionando il diritto alla salute della cittadinanza.
L’istanza di riesame e il ricorso all’Anac
I rappresentanti civici sottolineano come la trasparenza non sia una concessione discrezionale, bensì un preciso obbligo normativo a garanzia del buon andamento della pubblica amministrazione. Per queste ragioni, i firmatari hanno depositato una formale istanza di riesame indirizzata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’ASP e di Azienda Zero, esigendo la trasmissione immediata della documentazione. In caso di ulteriore silenzio, i comitati hanno preannunciato il ricorso alle vie legali e la segnalazione formale all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) per fare piena luce sulla gestione del personale sanitario.



