Aterp Calabria, inchiesta della Corte dei conti: contestato un presunto danno erariale da oltre 4,4 milioni

La Guardia di Finanza notifica l'invito a dedurre a nove tra commissari e dirigenti dell'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica

Si apre un nuovo fronte giudiziario sull’Aterp Calabria. A finire sotto la lente della Procura regionale della Corte dei conti è la gestione dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica negli ultimi cinque anni. L’indagine, che riguarda esclusivamente il profilo della responsabilità amministrativo-contabile, ipotizza un presunto danno erariale complessivo superiore ai 4,4 milioni di euro.

Il primo atto formale dell’inchiesta è stato notificato dalla Guardia di Finanza, che ha consegnato un invito a dedurre a nove tra commissari straordinari, direttori e dirigenti dell’ente. L’invito a dedurre rappresenta la fase preliminare del procedimento davanti alla magistratura contabile e consente ai destinatari di presentare memorie difensive e documentazione prima di eventuali ulteriori determinazioni della Procura.

Nove i professionisti coinvolti

L’atto è stato notificato ai commissari straordinari pro tempore Ambrogio Mascherpa e Paolo Petrolo, all’attuale commissario Maria Grazia Iannini, al direttore amministrativo Pasquale Cannatelli, agli ex direttori amministrativi Mario Talarico ed Eugenia Rita Minicò e ai dirigenti amministrativi Domenico Albino, Giuseppe Barilaro e Luciano De Pascali.

La posizione dei destinatari è al momento oggetto di verifica nell’ambito dell’istruttoria contabile e non costituisce un accertamento di responsabilità.

Le contestazioni della Procura contabile

Secondo l’ipotesi formulata dalla Procura della Corte dei conti, il presunto danno erariale deriverebbe dalla mancata riscossione dei canoni di locazione dovuti dagli assegnatari morosi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’accusa contabile contesta, inoltre, la mancata adozione dei provvedimenti di sfratto nei confronti degli inquilini che non avrebbero corrisposto regolarmente i canoni, con conseguente aggravio economico a carico dell’Aterp e, indirettamente, della Regione Calabria.

L’ammontare complessivo del presunto danno contestato supera i 4,4 milioni di euro, una cifra che rappresenta uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta e che sarà oggetto del contraddittorio tra la Procura contabile e i destinatari dell’invito.

L’iter dell’indagine

Con la notifica dell’invito a dedurre prende ufficialmente avvio il confronto tra la Procura della Corte dei conti e i nove professionisti coinvolti. Ciascuno potrà presentare osservazioni, chiarimenti e documentazione utile a contestare le ipotesi formulate dagli inquirenti. Solo al termine di questa fase la magistratura contabile deciderà se archiviare le posizioni o procedere con un eventuale giudizio per responsabilità amministrativa finalizzato all’accertamento dell’eventuale danno erariale.

L’inchiesta riporta al centro dell’attenzione la gestione economica dell’Aterp Calabria, ente chiamato ad amministrare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica regionale, in un settore particolarmente delicato sia sotto il profilo sociale sia sotto quello finanziario. Al momento le contestazioni restano allo stadio delle ipotesi investigative e dovranno essere vagliate nel corso del procedimento davanti alla Corte dei conti.

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