Incendio all’ex SIR di Lamezia: l’Arpacal rileva picchi di inquinanti nelle prime ore, poi il crollo dei valori

L'agenzia ambientale rende noti i dati del monitoraggio straordinario dopo il rogo dello scorso 28 giugno

Arrivano i primi riscontri ufficiali sui livelli di inquinamento atmosferico registrati a seguito del grave incendio che ha colpito l’impianto della società Gatim S.r.l., situato nell’area ex SIR di Lamezia Terme. L’ARPACAL ha reso noti gli esiti delle analisi condotte nel punto esterno maggiormente esposto alla nube di fumo sprigionata dal rogo. I campionamenti effettuati durante il primo giorno hanno evidenziato una presenza massiccia di sostanze inquinanti generate dalla combustione, mentre i dati raccolti nelle 24 ore successive hanno mostrato un drastico e rassicurante ridimensionamento dei valori.

In particolare, nel corso della prima giornata di rilevazioni registrati 345,7 nanogrammi per metro cubo di benzo(a)pirene, 9,67 nanogrammi per metro cubo di arsenico e ben 1.018,4 microgrammi per metro cubo di piombo. Nelle successive ventiquattro ore la situazione è nettamente migliorata, evidenziando un crollo verticale dei contaminanti: il benzo(a)pirene è sceso a soli 0,11 nanogrammi per metro cubo, il piombo si è attestato a 0,031 microgrammi per metro cubo e l’arsenico è calato a 6,59 nanogrammi per metro cubo. Il quadro complessivo evidenzia come l’impatto ambientale sia stato acuto ma concentrato quasi esclusivamente nella primissima fase dell’evento emergenziale.

Monitoraggio straordinario e valore dei dati

L’agenzia ambientale ha tenuto a precisare la natura tecnica di queste rilevazioni. Si è trattato di una campagna di misurazione straordinaria condotta sulle polveri totali sospese (PTS), con tempistiche strettamente legate all’andamento dell’incendio. Di conseguenza, queste analisi non possono essere paragonate al monitoraggio ordinario della qualità dell’aria (che analizza la frazione PM10) né configurano un superamento formale dei limiti di legge, dal momento che le soglie normative per questo tipo di inquinanti fanno riferimento a medie calcolate su base annuale. Ciononostante, i risultati rappresentano un indicatore ambientale di indiscutibile rilevanza, confermando la ricaduta immediata di microinquinanti al suolo subito dopo lo spegnimento delle fiamme.

La relazione tecnica e i relativi rapporti di prova elaborati dal laboratorio chimico dell’ARPACAL sono già stati trasmessi formalmente alla Regione Calabria, al Comune di Lamezia Terme e a tutti gli enti competenti, affinché possano effettuare le dovute valutazioni e adottare gli eventuali provvedimenti amministrativi e di tutela di propria spettanza.

Il controllo prosegue con la stazione mobile

Le attività di sorveglianza ambientale nell’area dell’ex SIR non si fermano. ARPACAL sta continuando a monitorare la qualità dell’aria attraverso un laboratorio mobile posizionato nei pressi del sito colpito dall’incendio. La strumentazione tecnologica in uso consente di rilevare in tempo reale i parametri ambientali e le variazioni meteorologiche, trasmettendo i dati direttamente al sistema di back office per la verifica da remoto.

Questo presidio continuo permetterà di verificare che la tendenza al ribasso delle concentrazioni si mantenga stabile nel tempo. L’agenzia si è detta inoltre disponibile a effettuare ulteriori accertamenti qualora richiesti dall’amministrazione comunale di Lamezia Terme, ferma restando l’esclusiva competenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) per ciò che concerne le valutazioni e le ordinanze a tutela della salute pubblica.

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