Dopo sette anni di attesa, Piscopio torna a celebrare una delle manifestazioni più sentite dalla comunità. Domenica 2 agosto ritorna infatti la sagra “I l’Ortu”, appuntamento che affonda le proprie radici nella cultura contadina e che rappresenta molto più di un semplice evento gastronomico: è un’occasione per tramandare tradizioni, sapori e valori che raccontano la storia del territorio.
A riportare in vita questa storica manifestazione è l’associazione “Ricordi e Sogni”, guidata dalla presidente Rosella Carnovale, anima e motore dell’iniziativa, che insieme ai volontari ha voluto restituire alla piccola frazione alle porte di Vibo Valentia un evento capace di unire generazioni nel nome delle proprie origini.
L’intento
L’obiettivo è chiaro: valorizzare il patrimonio gastronomico locale e riscoprire i sapori autentici dell’arte contadina, quelli preparati con ingredienti semplici ma ricchi di storia, secondo ricette tramandate di famiglia in famiglia. Un modo per ricordare quando l’orto rappresentava una ricchezza preziosa e la tavola era il luogo dove si condividevano lavoro, sacrifici e momenti di festa.
Il menù sarà un vero viaggio nella tradizione calabrese: protagoniste saranno le fileja al ragù, accompagnate da formaggi con miele, olive, crostini, peperoni e melanzane arrostite, fino ai caratteristici fagioli cotti nella pignata, antico recipiente in terracotta simbolo della cucina rurale. A chiudere il percorso gastronomico ci penserà la dolcezza della pignolata.
Stand
Non mancheranno numerosi stand dedicati alle altre specialità tipiche: panini con salsiccia e i classici pipi e patati, fritti di ogni genere, pannocchie arrostite, anguria, caffè e amaro, per soddisfare ogni palato e rendere ancora più ricca una serata che si preannuncia all’insegna della convivialità.
Ad accompagnare il buon cibo sarà la musica di artisti calabresi: le cantanti Imma D’Amico e Marina Costanzo e la band etnica folk Kantarè. Sarà una serata all’insegna dell’intrattenimento e del divertimento in un clima di festa pensato per coinvolgere famiglie, giovani e turisti.
Il ritorno della Sagra “I l’Ortu” assume un significato che va oltre l’aspetto gastronomico. È la volontà di una comunità di custodire la propria identità, di non disperdere il patrimonio di conoscenze e sapori ereditato dagli anziani e di trasmetterlo alle nuove generazioni. In un tempo in cui le tradizioni rischiano di essere dimenticate, Piscopio sceglie di guardare al futuro partendo dalle proprie radici, dimostrando che la memoria, quando viene condivisa, continua a vivere e a rafforzare il senso di appartenenza di un intero paese.




