Il Comitato San Bruno e l’Osservatorio Civico “Città Attiva” hanno trasmesso una formale segnalazione via PEC ai prefetti di Vibo Valentia e Catanzaro, estendendola per conoscenza alla Regione Calabria, ad Azienda Zero e alle Aziende Sanitarie competenti. Al centro della mobilitazione vi sono le ripetute interruzioni del servizio della Postazione di Emergenza Territoriale (PET) 118 di Serra San Bruno, una situazione che sta generando forte apprensione per la tenuta del sistema di emergenza-urgenza nell’intero comprensorio montano delle Serre e nel resto della provincia vibonese.
Le associazioni hanno rimarcato come la conformazione geografica e le carenze strutturali della rete viaria locale rendano indispensabile un presidio costante. I tempi teorici di percorrenza dei mezzi di soccorso non tengono conto delle reali criticità delle aree interne, dove fattori meteo e ambientali quali nebbia, frane, neve, ghiaccio o alberi caduti sulla carreggiata possono allungare drasticamente i tempi d’intervento, mettendo a rischio la vita dei pazienti.
Le richieste istituzionali e l’urgenza legata al periodo estivo
La nota inviata alle istituzioni evidenzia un quadro di vulnerabilità complessiva della rete provinciale, aggravato dall’indisponibilità contemporanea di più postazioni e dalla carenza di mezzi di soccorso sostitutivi. Per queste ragioni, i cittadini hanno chiesto formalmente di accertare le cause tecniche e organizzative che determinano i ripetuti fermi dell’ambulanza di Serra San Bruno, di verificare la gestione complessiva del servizio a livello provinciale e di adottare provvedimenti immediati per garantire il ripristino stabile del servizio H24 per tutte le comunità dell’entroterra.
L’istanza assume i caratteri dell’assoluta urgenza nel periodo estivo corrente. Nelle settimane centrali dell’anno, infatti, sia il comprensorio montano sia le località balneari della Costa degli Dei registrano un picco demografico dovuto al rientro degli emigrati e all’afflusso di turisti, oltre che alla massiccia partecipazione a eventi civili, culturali e religiosi. Il Comitato e l’Osservatorio hanno ribadito che il diritto alla salute non può essere soggetto a deroghe o ridimensionamenti e rimangono in attesa di un tempestivo riscontro da parte delle autorità competenti.



