Sanità, Crotone inaugura l’Emodinamica mentre Vibo aspetta ancora: due province, due velocità

Nel Crotonese il nuovo servizio è già operativo con i primi interventi eseguiti, allo Jazzolino restano promesse e progetti in attesa di diventare realtà
jazzolino

L’ennesimo confronto tra Crotone e Vibo Valentia – inevitabile non farlo – racconta, ancora una volta, due percorsi completamente diversi nel campo della sanità pubblica. Da una parte un servizio che apre, entra subito in funzione e inizia a salvare vite. Dall’altra un reparto atteso da anni, inserito nella programmazione, con spazi individuati e disponibilità professionali dichiarate, ma che continua a rimanere sulla carta.

Crotone parte con numeri già concreti

All’ospedale “San Giovanni di Dio” è stata inaugurata la nuova Emodinamica, un traguardo inseguito per decenni dalla sanità crotonese. Il servizio è partito ufficialmente il 22 luglio e, in meno di una settimana, ha già registrato venti procedure e l’applicazione di quattro stent coronarici. L’équipe può contare su cinque medici emodinamisti, destinati a diventare sei, e su un angiografo di ultima generazione che consentirà di trattare tempestivamente i pazienti colpiti da infarto e da altre gravi patologie cardiovascolari, evitando i trasferimenti verso altri ospedali.

A Vibo resta un’attesa senza fine

Lo scenario è ben diverso all’ospedale Jazzolino. Proprio nei giorni scorsi l’Osservatorio Civico “Città Attiva”, attraverso Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, ha rilanciato con forza la richiesta di attivare il servizio di Emodinamica, ricordando un principio che la cardiologia considera fondamentale: il tempo è il primo farmaco.

In caso di infarto ogni minuto perso aumenta il rischio di morte o di danni permanenti al cuore. Eppure i pazienti vibonesi continuano a dover essere trasferiti negli ospedali di altre province, affrontando tempi di percorrenza che possono rivelarsi decisivi soprattutto nelle ore notturne, durante l’estate o in presenza di condizioni meteo difficili.

Le basi ci sono, manca il via libera

Secondo quanto ricordato dall’Osservatorio, il direttore sanitario Lazzaro ha più volte spiegato che l’Emodinamica è già prevista nella rete ospedaliera e che sarebbero stati individuati anche i locali destinati ad ospitare il servizio, negli spazi dell’ex sala operatoria di Ortopedia. A questo si aggiunge la disponibilità manifestata dal dottor Michele Comito a collaborare per rendere operativo il progetto. Elementi che dimostrano come l’idea esista già e che il percorso sia stato avviato, ma che attendono ancora il passaggio più importante: quello della concreta realizzazione. Forse il treno è passato e la politica vibonese non l’ha saputo cogliere considerato che Comito è stato anche consigliere regionale di primo piano nella passata legislatura. Ma le regole della politica, purtroppo, a volte sono crudeli.

Una distanza che pesa sui cittadini

La differenza tra Crotone e Vibo non è soltanto organizzativa. È il segno di due tempi diversi nella capacità di trasformare la programmazione in servizi. A Crotone l’Emodinamica è già una realtà che interviene sui pazienti. A Vibo continua ad essere una necessità riconosciuta da istituzioni, professionisti e associazioni civiche, ma non ancora disponibile.

Ed è proprio questo il nodo sollevato da Città Attiva: quando si parla di infarto non bastano annunci, progetti o buone intenzioni. Servono reparti funzionanti, personale e attrezzature operative. Perché, come ricorda la comunità scientifica, ogni minuto guadagnato può fare la differenza tra la vita e la morte. E i cittadini vibonesi continuano ad aspettare un diritto che in altre province della Calabria è già diventato realtà.

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