Dopo la pubblicazione di un articolo diffuso da varie testate online, il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, interviene con un comunicato per chiarire la propria posizione in merito ai contenuti riportati, riferiti a un’informativa della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta denominata “Habanero”. Il primo cittadino, sottolineando come gli elementi richiamati non siano riconducibili a fatti recenti, ribadisce la piena disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria e con tutte le istituzioni competenti.
Nel comunicato, Scaturchio evidenzia innanzitutto che l’informativa richiamata nell’articolo “appare tutt’altro che recente”, ricordando che il procedimento Habanero risale ormai a diversi anni fa. Il sindaco ricorda inoltre che il Comune di Dasà si è costituito parte civile nel procedimento, scelta che, dice, “testimonia la posizione assunta dall’Amministrazione comunale rispetto ai fatti oggetto dell’inchiesta. Il primo cittadino esprime quindi perplessità rispetto ai giudizi di “verosimiglianza” richiamati nell’articolo, soprattutto rispetto alle gravi ipotesi paventate. “Lo dico chiaramente – chiosa –: sono pronto a dimettermi qualora qualsiasi condizionamento di quelli asseriti dovesse essere anche minimamente dimostrato attraverso atti concreti”. Scaturchio assicura la massima disponibilità a fornire ogni elemento utile agli organi competenti.
“Mi metterò a disposizione degli organi inquirenti, della Prefettura e delle istituzioni tutte per fornire, in un’ottica di trasparenza e di leale collaborazione, ogni chiarimento ritenuto utile e opportuno”. Nel comunicato il sindaco rivendica inoltre il percorso amministrativo seguito dall’esecutivo comunale, sostenendo di avere già dimostrato, in più occasioni, “da quale parte si è schierata l’Amministrazione comunale” che guida e dichiarandosi pronto a ribadirlo ancora una volta. “La nostra integrità morale e personale è specchiata”, afferma, aggiungendo che il progetto civico ‘Dasà Insieme’ proseguirà il proprio percorso amministrativo, perché, conclude: “È il frutto del consenso popolare, ma anche del rispetto delle regole e dello Stato”.
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