Il vescovo Di Pietro visita il carcere di Locri: nessuno sia escluso dalla possibilità di rinascere

Incontro del presule con la direzione, il personale e i detenuti dell’istituto penitenziario del comune reggino

Prosegue il percorso di ascolto e vicinanza che Cesare Di Pietro, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, sta portando avanti nei confronti delle realtà più fragili del territorio. Ieri mattina, il presule, accompagnato dal cancelliere diocesano don Lorenzo Santoro, ha fatto visita al carcere di Locri, incontrando la direzione, il personale e i detenuti dell’istituto.

Accolto dalla direttrice Valentina Galati, dal commissario capo Salvatore Marcinnò – comandante del reparto di Polizia Penitenziaria – dal personale amministrativo e dagli agenti, insieme al cappellano don Crescenzo De Mizio, il vescovo ha potuto conoscere da vicino le attività formative e rieducative promosse all’interno della struttura. Monsignor Di Pietro ha espresso particolare apprezzamento per la vivacità dei laboratori attivi nel carcere, in particolare la falegnameria, dove i detenuti stanno realizzando i banchi destinati al Santuario di Polsi, su commissione del rettore don Tonino Saraco. Il vescovo ha visitato anche il laboratorio della lavorazione del ferro, da cui ha ricevuto in dono un crocifisso in ferro battuto, simbolo di creatività e rinascita, e ha appreso delle attività teatrali, ricreative e sportive che si svolgono all’interno dell’istituto.

L’incontro con i detenuti

Di Pietro ha definito queste realtà “segni concreti di una manualità che diventa occasione di crescita, dignità e valorizzazione dei talenti personali”. Il momento più intenso della visita è stato l’incontro con i detenuti, “vissuto – ha sottolineato il vescovo – a cuore aperto, con l’affetto di un padre e di un pastore”. Monsignor Di Pietro ha rivolto loro un messaggio di speranza: “Il bene che potete compiere da oggi in
poi vale sempre molto di più agli occhi di Dio del male che avete potuto commettere fino ad oggi. Questo tempo non è vuoto, ma ricco di crescita, rinnovamento interiore e cambiamento di vita”.

Richiamando il crocifisso ricevuto in dono, ha aggiunto: “Non c’è mai una croce senza risurrezione: la sofferenza è un passaggio obbligato verso un di più e un meglio di vita”. La visita alla Casa Circondariale si inserisce nel cammino di prossimità che Di Pietro ha scelto di intraprendere sin dall’inizio del suo ministero: stare accanto ai poveri, ai fragili, ai detenuti, affinché nessuno sia escluso dalla possibilità di rinascere e contribuire al bene comune.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Il provvedimento interviene per contenere gli effetti della crisi energetica sui consumatori e sulle imprese
L’incontro ha ribadito la collaborazione tra Prefettura e Arma dei Carabinieri nella gestione della sicurezza pubblica
Il presidio dei militari territoriali e forestali, insieme alle segnalazioni dei cittadini, ha consentito di fermare diversi principi di incendio. Nei comuni di Petrizzi, San Pietro a Maida, Squillace e Petronà contestate violazioni alle norme di prevenzione

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792