Dall’altopiano del Poro, nel cuore del Vibonese, fino a Kyoto. La ’nduja di Spilinga continua a percorrere strade sempre più lontane e a conquistare nuovi estimatori, arrivando persino nei menù della ristorazione giapponese.
La Calabria a tavola in Giappone
La curiosa scoperta arriva da una coppia di sposi italiani in viaggio di nozze in Giappone. Entrati in un ristorante nella zona di Saitocho, nel distretto di Shimogyo, nel cuore di Kyoto, si sono ritrovati davanti a una parola che difficilmente avrebbero immaginato di leggere così lontano da casa: ‘nduja. E non soltanto come ingrediente, ma anche protagonista di una preparazione a base di gamberi alla ‘nduja. Saitocho è una delle aree centrali di Kyoto, lungo il fiume Kamo, a pochi minuti dalle stazioni di Kawaramachi e Gion-Shijo.
Un prodotto che racconta il Vibonese
Per i due giovani sposi è stata una sorpresa quasi emozionante: in piena luna di miele, dall’altra parte del mondo, ritrovare sulla tavola uno dei prodotti simbolo della propria terra. Una sorta di ritorno a casa, almeno attraverso i sapori. La ‘nduja, nata dalla tradizione norcina di Spilinga e diventata nel tempo uno dei prodotti più riconoscibili della Calabria, dimostra così ancora una volta la propria capacità di superare confini, culture e distanze. Un successo che non riguarda soltanto un alimento, ma l’intero territorio che lo ha prodotto.
La sfida del Distretto del Cibo
È proprio questa capacità di trasformare un’eccellenza locale in un ambasciatore del territorio uno degli elementi sui quali punta il Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, presentato nei giorni scorsi a Spilinga in occasione della 50ª Festa della ‘nduja. La presidente Luisa Caronte ha indicato nella ‘nduja “la regina di una delle nostre filiere”, sottolineando come sia “il prodotto che porta la Calabria in giro per il mondo” e uno degli elementi sui quali costruire nuove strategie di marketing territoriale.
Produttori, imprese e istituzioni
L’obiettivo del Distretto è mettere in rete produttori, imprese, istituzioni e comunità, facendo delle eccellenze agroalimentari una leva concreta di sviluppo. E quella fotografia arrivata dal Giappone sembra raccontare, meglio di molte parole, quanto lontano possa arrivare un prodotto nato in una piccola comunità dell’altopiano del Poro.
Dalla festa di Spilinga alle tavole di Kyoto, la ‘nduja continua dunque il suo viaggio. E per una coppia di italiani in luna di miele, trovarla nel menù dall’altra parte del mondo è stata una sorpresa speciale: il gusto di casa, a migliaia di chilometri da casa.




