Agricoltura di prossimità, filiera corta, ruolo dei giovani imprenditori, tradizioni e identità, i temi al centro del festival “Calabria a Km 0”, organizzato dal Gal Serre Calabresi in collaborazione con la Pro Loco e il Comune di Chiaravalle Centrale. Dal valore di un territorio che affonda le proprie radici nell’agricoltura, nei saperi rurali, nella cultura del cibo, allo sguardo aperto verso il futuro, puntando su nuove idee, nuove competenze e nuove forme di impresa. Una terra, infatti, non è solo ciò che produce: è ciò che conserva, trasmette e sa trasformare.
Eccellenze locali, artigianato e musica
Dagli stand espositivi alle testimonianze dei giovani imprenditori, dalla valorizzazione del patrimonio agroalimentare al racconto della gastronomia, all’antica arte della tessitura, il festival ha restituito l’immagine di una Calabria autentica, creativa e capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. A completare il racconto del territorio è stata la musica dei Parafoné. Forza e vitalità hanno trasformato suoni, ritmi e tradizioni in un’esperienza capace di evocare la memoria e, al tempo stesso, la ricchezza e la contemporaneità della Calabria.
Il progetto Rural Hub e la rete dei Gal
In particolare, l’organizzazione del festival “Calabria a Km 0” è rientrata nell’ambito del progetto di cooperazione regionale “Rural Hub Calabria – La rete dei GAL per l’innovazione e la cooperazione nei territori rurali calabresi”, attuato attraverso l’Intervento SRG06 LEADER – CSR Calabria 2023/2027. Quest’edizione della manifestazione, dopo la prima edizione dello scorso anno a Soverato, ha confermato la centralità dell’agricoltura di prossimità quale leva per raccontare e valorizzare la Calabria, mettendo in relazione produttori, giovani, istituzioni, associazioni e comunità locali.
Investire nel futuro delle aree rurali
Un patrimonio fatto di prodotti, saperi, tradizioni e paesaggi, ma soprattutto di persone capaci di trasformare la propria identità in un progetto di futuro, perché investire nell’agricoltura significa oggi non soltanto difendere ciò che si è ereditato, ma creare le condizioni perché quella stessa eredità possa continuare a generare lavoro, innovazione, valore e sviluppo nei territori rurali calabresi.



