Nelle scuole italiane 68 crolli in un anno, aumentano anche gli infortuni

Gli infortuni denunciati all'Inail dagli studenti sono saliti a 80.871 nel 2025 (+3,8% rispetto al 2024), con 47.748 denunce già nei primi cinque mesi del 2026

Sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026, con il ferimento di 12 persone, in particolare per la caduta di calcinacci ed intonaco e per i distacchi di pannelli e controsoffitti. Aumentano gli infortuni agli studenti dichiarati all’Inail, saliti a 80.871 nel corso del 2025, con un incremento del 3,8% rispetto al 2024.
Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce sono già 47.748.

Rispetto ai rischi naturali, il 44% delle nostre scuole si trova in territori ad elevata sismicità (zona 1 e 2), il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica, mentre sono 5.113 gli edifici scolastici collocati in aree a rischio frana. E per finire, il cambiamento climatico minaccia direttamente la salute di studenti e personale scolastico: solo il 7,4% delle scuole italiane infatti dispone infatti di sistemi di condizionamento o ventilazione. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, presentato da Cittadinanzattiva in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati.

Situazione estrema

“I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare. Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti che tanti crolli provocano, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto. Solo 1 scuola su 13 è dotata di impianti di climatizzazione e oltre un milione di studenti frequenta istituti in zone a rischio idraulico. Chiediamo al Governo un piano pluriennale di adattamento climatico delle scuole e un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno 1 mld all’anno di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. È necessario, prepararsi aggiornando i piani di emergenza e rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti”, commenta Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva. (Ansa)

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