Sei telefoni cellulari di diverse dimensioni, completi di accessori e caricatori, sono stati rinvenuti nell’area esterna della Casa circondariale di Catanzaro durante un’attività di bonifica. A individuarli è stato un agente della Polizia Penitenziaria impegnato nella raccolta dei rifiuti, insospettito dalla presenza di alcuni involucri nascosti nei pressi del deposito.
L’operatore ha immediatamente segnalato quanto notato ai superiori. Le successive verifiche hanno consentito di recuperare i sei dispositivi, impedendone l’introduzione all’interno dell’istituto.
Il precedente del drone
L’episodio arriva a pochi giorni da un’altra operazione condotta nello stesso carcere. In quel caso il personale della Polizia Penitenziaria aveva intercettato un pacco contenente telefoni cellulari che sarebbe stato calato all’interno della struttura attraverso un drone, condotto da soggetti al momento non identificati. Lo stesso agente che aveva individuato il drone si era già distinto in precedenza durante una traduzione di un detenuto al pronto soccorso cittadino. In quell’occasione il detenuto era riuscito a reperire un telefono cellulare nascosto nei servizi igienici dell’ospedale.
Il plauso del SiNAPPe
A esprimere apprezzamento per le operazioni sono il vice segretario regionale del SiNAPPe, Cristina Busà, e il segretario locale, Antonio Rubino. Il sindacato sottolinea il ruolo della vigilanza e dell’attenzione degli operatori nel contrastare i tentativi di introdurre dispositivi telefonici all’interno degli istituti penitenziari.
Il SiNAPPe evidenzia inoltre le difficili condizioni operative nelle quali il personale è chiamato a lavorare, tra stress e carenze di organico, e chiede all’Amministrazione penitenziaria di avviare una formale proposta di ricompensa per gli agenti che si sono distinti per intuito e capacità operative.



