È morto il professor Antonio Reggio: era stato accoltellato dalla badante

Originario di Nicotera e residente da tempo nel capoluogo, Reggio era una figura conosciuta e stimata nel Vibonese, soprattutto per la sua lunga attività nel mondo della scuola

È morto oggi pomeriggio, intorno alle 18, al Don Mottola Medical Center di Drapia, dove si trovava da un paio di giorni dopo essere stato dimesso dall’ospedale Pugliese, Antonio Reggio, conosciuto da tutti come “Totò”, l’87enne accoltellato nelle scorse settimane nella sua abitazione di Vibo Valentia. Originario di Nicotera e residente da tempo nel capoluogo, Reggio era una figura conosciuta e stimata nel Vibonese, soprattutto per la sua lunga attività nel mondo della scuola, dove ha insegnato storia e filosofia. L’uomo era fratello di Salvatore Reggio, già sindaco di Nicotera.

Il fermo della badante

Lo scorso 19 agosto la Polizia di Stato aveva sottoposto, d’iniziativa, a fermo di indiziato di delitto una cittadina ucraina, gravemente indiziata del reato di tentato omicidio aggravato ai danni dell’anziano, presso il quale prestava attività di assistenza come badante. L’intervento aveva avuto origine intorno alle ore 2.50, quando, su disposizione della Sala Operativa della Questura, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico era intervenuto presso l’abitazione di Vibo Valentia a seguito di una richiesta di soccorso.

L’anziano trovato privo di coscienza

Giunti sul posto, gli operatori avevano rinvenuto l’anziano all’interno della propria camera da letto, privo di coscienza e disteso sul letto, con diverse bende intrise di sangue posizionate sul corpo, in particolare nella zona addominale.

Il personale sanitario, intervenuto nel frattempo, aveva immediatamente trasportato l’uomo in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia; gli accertamenti clinici e diagnostici effettuati avevano evidenziato un’emorragia toracica massiva e una ferita da taglio nella regione ipogastrica, oltre a multiple fratture scomposte rilevate sul corpo dell’anziano. Considerata la gravità delle condizioni, il paziente era stato successivamente trasferito d’urgenza all’ospedale di Catanzaro, dove è rimasto ricoverato con prognosi riservata fino al decesso.

Le indagini della Squadra Mobile

Le immediate attività investigative, avviate dalla Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, avevano consentito di acquisire gravi elementi indiziari nei confronti della badante dell’anziano. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, la donna aveva iniziato a lavorare presso l’abitazione dell’uomo alla fine del mese di giugno 2026, in sostituzione temporanea di una collega connazionale, e avrebbe dovuto concludere il proprio incarico il 20 agosto 2026.

Nel corso delle indagini è stato accertato che la donna, dopo aver allestito all’interno della camera da letto dell’anziano una rudimentale “sala operatoria”, avrebbe somministrato alla vittima sostanze con effetto sedativo e, dopo averlo addormentato, gli avrebbe praticato una lacerazione nella zona addominale utilizzando un coltello da cucina. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati diversi coltelli, guanti in lattice e una confezione di sodio cloruro, usati o comunque predisposti dalla donna per ledere la persona offesa. Interrogata alla presenza del difensore, la donna ha riferito di aver compiuto il gesto perché intenzionata a rimuovere un non meglio precisato “animale” dall’addome dell’uomo.

Il fermo e la custodia cautelare

Alla luce dei gravi indizi acquisiti e ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga – desunto, tra gli altri elementi, dalla presenza di una valigia già predisposta e dall’assenza di una stabile dimora – la Squadra Mobile aveva proceduto d’iniziativa al fermo della donna, associata alla Casa Circondariale di Reggio Calabria su disposizione del Pubblico Ministero di turno. L’Autorità Giudiziaria aveva poi convalidato il fermo, disponendo nei confronti della donna la misura della custodia cautelare in carcere.

Ora, a distanza di alcune settimane, la vicenda si aggrava con la notizia della morte del professor Reggio, che si trovava presso il Don Mottola Medical Center, dove l’équipe gli è stata accanto fino all’ultimo, con professionalità e dedizione.

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