Col rientro in servizio del nefrologo in malattia, la Dialisi riprende la sua piena attività e si conclude il calvario dei pazienti che per giorni hanno sofferto disagi enormi perché sballottati, loro malgrado, dalla sede di Tropea a quella di Vibo. Non si placa, invece, il malumore dei pazienti in Dialisi e dei loro familiari, che domenica mattina, alle ore 11, si ritroveranno nel piazzale del presidio ospedaliero nicoterese per prendere parte a una manifestazione organizzata dall’Associazione emodializzati e trapianti (Aned), coordinata dal responsabile nazionale Pasquale Scarmozzino in collaborazione con i responsabili regionali e provinciali dell’associazione stessa. All’iniziativa non mancherà il sostegno di associazioni, amministratori e cittadini di Nicotera e dintorni, nonché della vicina Piana di Gioia Tauro.
Le carenze
L’obiettivo dell’Aned è quello di sottolineare tutte le carenze esistenti nel settore delle malattie renali del Vibonese, che spesso e volentieri si trova a fronteggiare situazioni di assoluta difficoltà legate soprattutto alla mancanza di nefrologi. Un problema, questo, che si trascina da tempo e che il management aziendale non ha mai affrontato con la dovuta determinazione e con le strategie giuste per reclutare il personale medico occorrente.
Se mancano i nefrologi, infatti, non è detto che non si possa far ricorso a specialisti con lauree affini come potrebbero essere medicina interna, urologia, allergologia e immunologia clinica e geriatria. In casi di grave emergenza, si potrebbe pensare anche a soluzioni del tutto temporanee, tipo i Centri ad assistenza limitata (Cal).
I vertici Asp, in realtà, per superare l’emergenza, si sono sempre limitati a far ricorso alle prestazioni aggiuntive oppure al richiamo in servizio dei nefrologi in pensione.
Prestazione salvavita
Non può e non deve bastare. In ogni caso, il dializzato non può essere sballottato in sedi a oltre trenta chilometri di distanza, specialmente nel periodo estivo. L’Asp è bene si convinca che la Dialisi è una prestazione salvavita e il paziente ha il diritto di usufruirne in un posto il più vicino possibile a casa. Tutto lascia pensare che domenica mattina, nel piazzale dell’ospedale di Nicotera, l’Aned affronterà la delicata tematica con la necessaria determinazione, nell’intento di far arrivare ai vertici dell’Asp un messaggio forte e chiaro: la vita dei dializzati è già di suo una grossa sofferenza e nessuno, comunque, ha il diritto di esporla a rischi di qualsivoglia natura.



