Ancora un incendio. Ancora un cantiere colpito. Ancora un segnale inquietante che arriva nel cuore di Vibo Valentia. Nel corso della notte ignoti hanno appiccato un incendio al cantiere di via degli Artigiani, davanti al terminal bus di Vibo Valentia, dove è in corso un importante intervento sui sottoservizi cittadini nell’ambito del cosiddetto “Progetto Maione”.
Sull’episodio è intervenuta l’associazione La Tazzina della Legalità, guidata dal presidente Sergio Gaglianese: “A chi è stato colpito questa notte va la nostra piena e convinta solidarietà. Ma insieme alla solidarietà, questa volta, deve arrivare qualcosa di più: una risposta collettiva, forte, visibile e duratura. Perché quello che è accaduto rafforza, purtroppo, ciò che La Tazzina della Legalità sostiene da tempo”.
“Basta silenzio, la nuova narrazione parte dalla verità”
L’associazione ha voluto chiarire la propria posizione rispetto alle voci emerse recentemente in città: “Quando abbiamo annunciato la Staffetta della Legalità del 26 settembre, organizzata a Vibo Valentia in collaborazione con l’amministrazione provinciale, c’est stato anche chi ha cercato di dissuaderci, sostenendo, in sostanza, che fosse necessario raccontare una nuova narrazione della città. Noi quella nuova narrazione la vogliamo costruire. Ma non cancellando la realtà. Non possiamo raccontare una Vibo diversa facendo finta di non vedere ciò che accade. Non possiamo chiamare ‘nuova narrazione’ il silenzio davanti agli attentati, alle intimidazioni e alla paura che ancora condiziona la vita di imprenditori e cittadini. La nuova narrazione di Vibo deve partire dalla verità. E la verità è che c’è ancora un problema criminale che non può essere sottovalutato”.
L’appello alla comunità e il concetto di #Ridestanza
Di fronte all’escalation criminale, l’invito del movimento è chiaro ed esplicito: “E allora diciamolo con chiarezza: adesso basta. È arrivato il momento di scendere in piazza. Non una volta all’anno. Non soltanto dopo un attentato. Non soltanto per una commemorazione o per una fiaccolata. La legalità non può essere un appuntamento sul calendario. La legalità deve diventare una presenza quotidiana. Dobbiamo riappropriarci dei nostri territori, delle nostre strade, delle nostre piazze, dei nostri luoghi di lavoro e soprattutto della nostra libertà. Non possiamo pensare di delegare esclusivamente alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura la lotta alla criminalità organizzata. A loro dobbiamo garantire strumenti, uomini e risorse adeguate, ma la battaglia per la legalità riguarda tutta la comunità”.
La Tazzina della Legalità sottolinea come la criminalità si combatta anche togliendole terreno fertile, rappresentato dal bisogno, dal lavoro che manca, dai servizi che non funzionano, dalla sanità in affanno e dai giovani costretti a emigrare: “Per questo continuiamo a sostenere che non basta parlare di restanza e ritornanza. Serve la #Ridestanza. Dobbiamo svegliarci dal torpore. Dobbiamo ritrovare orgoglio, dignità e coraggio. Dobbiamo riappropriarci del nostro territorio e tornare a sentirlo veramente nostro. E dobbiamo farlo insieme”.
L’appuntamento del 26 settembre al palazzo della Provincia
L’attentato rende ancora più centrale l’iniziativa in programma per sabato 26 settembre, alle 9.30, al palazzo dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia, dove si terrà la Staffetta della Legalità.
“Il nostro auspicio è che quel palazzo venga letteralmente invaso dalla popolazione vibonese. Non per una passerella, non per una fotografia, non per una commemorazione, ma per assumersi una responsabilità: quella di dire tutti insieme che Vibo non vuole arrendersi alla paura, che la Calabria non vuole arrendersi alla ‘ndrangheta e che i cittadini non intendono lasciare il proprio territorio nelle mani di pochi. Ci auguriamo che all’iniziativa possa partecipare anche l’imprenditore colpito dall’attentato di questa notte, al quale rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà. Vorremmo averlo accanto a noi, perché la sua presenza sarebbe il segnale più forte possibile: chi viene colpito non deve essere lasciato solo”.
L’associazione conclude: “È questo il messaggio che vogliamo lanciare il 26 settembre. Vibo non si divide. Vibo reagisce. E se vogliamo davvero costruire una nuova narrazione, allora abbiamo una sola strada: non nascondere le ferite, ma avere il coraggio di curarle insieme. La Calabria ha bisogno di #Ridestanza. Adesso”.
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