A poche ore dal rogo che nella serata di ieri ha devastato parte del materiale destinato ai lavori di separazione delle acque bianche e nere nel cantiere di Ottocannali, nei pressi del liceo Berto, la città si interroga su un fenomeno che non è più episodico, ma sistematico. Non è la prima volta, infatti, che i cantieri pubblici di Vibo Valentia finiscono avvolti dalle fiamme. Nel corso del tempo la casistica si è fatta fitta al punto da delineare, agli occhi di inquirenti e cittadini, un vero e proprio disegno: colpire in sequenza le opere pubbliche in corso di realizzazione, generando ritardi, costi aggiuntivi e un clima di intimidazione diffusa verso le imprese che si aggiudicano gli appalti in città.
Il rogo di ieri sera
Le fiamme alla ditta Metaedil di Gaeta, che ieri hanno interessato il cantiere di Ottocannali, sono state descritte particolarmente intense, tanto da richiedere l’intervento di due squadre dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale, supportati dalle Forze dell’Ordine per i rilievi del caso.
Un copione già visto
Quello di Ottocannali si inserisce in una scia di episodi che, sommati, restituiscono la fotografia di una città in cui fare impresa nel settore delle opere pubbliche sta diventando sempre più rischioso. Non è la prima ditta a subire un attacco di questo tipo, e non è la prima volta che il sospetto della matrice dolosa si fa largo tra gli inquirenti. Un modus operandi che presenterebbe caratteristiche ricorrenti: azioni compiute in orari serali o notturni, quando i cantieri restano incustoditi, e un bersaglio sempre coerente, ovvero materiali e mezzi in grado di paralizzare l’avanzamento dei lavori senza necessariamente mettere a rischio vite umane.
Le indagini
Sul luogo dell’incendio sono intervenuti i Carabinieri e gli uomini della Polizia Locale, che hanno avviato le indagini. Resta il fatto che, episodio dopo episodio, il numero dei cantieri colpiti a Vibo continua a crescere, e con esso la necessità di una risposta corale delle istituzioni per spezzare quella che rappresenta ormai una spirale di intimidazioni ai danni di chi lavora per il rilancio delle infrastrutture cittadine.



