Emodinamica, l’Asp apre alla struttura stabile: alla vigilia della manifestazione arriva la svolta sul futuro del servizio

Il giorno prima della mobilitazione annunciata alla Cittadella da Città Attiva, Comitato San Bruno e Comitato 'Sulla Nostra Pelle', l’Asp chiarisce che l’Emodinamica itinerante non è il punto di arrivo e indica nel nuovo ospedale la sede della struttura ordinaria

Il giorno prima della manifestazione annunciata alla Cittadella regionale da Città Attiva, Comitato San Bruno e Comitato ‘Sulla Nostra Pelle’, arrivano le prime aperture, se così possiamo definirle, sul futuro dell’Emodinamica nel Vibonese. L’Asp di Vibo Valentia, al termine di un incontro istituzionale svoltosi il 15 settembre, mette nero su bianco che il progetto di Emodinamica itinerante non deve essere considerato una soluzione definitiva e che l’obiettivo della struttura ordinaria resta in piedi.

È questo il passaggio centrale del comunicato diffuso dall’Azienda sanitaria provinciale dopo il confronto tra il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito, il direttore sanitario Ilario Lazzaro, i responsabili delle strutture coinvolte, il presidente dell’Ordine dei medici Vincenzo Natale e il Comitato ristretto della Conferenza dei sindaci, rappresentato dal presidente Salvatore Fortunato Giordano e dai sindaci di Vibo Valentia, Pizzo e Vazzano.

L’Emodinamica ordinaria resta un obiettivo condiviso

Il punto più significativo è quello relativo alla struttura stabile. Nel documento si legge che tutti i partecipanti hanno condiviso la necessità che la possibilità di dotare Vibo Valentia di una “Struttura di Emodinamica ordinaria, così come prevista dal Dca n. 78/2024, venga concretamente inserita nella programmazione e realizzata in concomitanza con il nuovo ospedale di Vibo Valentia”. Una formulazione che segna una differenza importante rispetto al timore, più volte manifestato sul territorio, che l’Emodinamica itinerante potesse trasformarsi nella soluzione definitiva per il Vibonese.

L’Asp precisa infatti che l’itinerante “non deve essere interpretata come il punto di arrivo”, ma come uno strumento per garantire una risposta assistenziale nella fase attuale, mantenendo ferma la prospettiva di una struttura ordinaria, stabile e integrata nel futuro ospedale.

Il 95% dei casi gestibili a Vibo entro 72 ore

Il progetto previsto dalla delibera della Giunta regionale 400/2026 viene quindi presentato come una fase intermedia. Secondo quanto comunicato dall’Asp, il laboratorio che sarà realizzato al presidio Jazzolino consentirà di gestire direttamente a Vibo il 95% delle casistiche trattabili entro le 72 ore, evitando il trasferimento verso gli ospedali di Catanzaro. Il restante 5%, costituito dai casi di emergenza che richiedono attualmente l’intervento delle strutture HUB, continuerà invece a essere trasferito. L’esperienza maturata a Vibo, secondo l’Asp, dovrebbe servire anche a preparare progressivamente il personale in vista della gestione dei casi più complessi nel nuovo ospedale.

Un passaggio che il Comitato ristretto dei sindaci ha accolto, ribadendo però che deve essere garantito quanto previsto dal Dca 78/2024, compresa la possibilità di trattare nel nuovo ospedale anche le urgenze, oltre agli interventi programmati.

Lavori già pianificati allo Jazzolino

C’è poi un elemento operativo. L’Asp comunica di avere già “pianificato i lavori di adeguamento presso la ex sala operatoria del presidio ospedaliero di Vibo Valentia” e di avere programmato l’acquisizione delle apparecchiature necessarie. Le attrezzature, precisa l’Azienda, saranno successivamente trasferite nel nuovo ospedale. L’obiettivo dichiarato è dunque quello di utilizzare la fase dell’Emodinamica itinerante anche come periodo di preparazione del servizio e dei professionisti, costruendo progressivamente le condizioni per una struttura più completa.

La manifestazione alla Cittadella resta sullo sfondo

Il documento dell’ASP arriva a poche ore dalla mobilitazione annunciata alla Cittadella regionale da Città Attiva e Comitato San Bruno proprio per chiedere certezze sul futuro dell’Emodinamica vibonese. Ed è questo il dato che rende particolarmente significativo il confronto del 15 settembre. Non c’è, nel comunicato dell’Asp, l’annuncio dell’immediata attivazione di una Emodinamica ordinaria completa. C’è però una precisazione netta: l’itinerante viene indicata come “primo positivo traguardo”, una fase propedeutica e non sostitutiva della struttura stabile.

Il Comitato dei sindaci, dal canto suo, parla esplicitamente di “assoluta provvisorietà e propedeuticità” del primo step e conferma la necessità della soluzione definitiva prevista dal Dca 78/2024.

Ora servono tempi e atti concreti

È quindi su questo terreno che si sposta il confronto. L’Asp ha indicato un percorso: laboratorio allo Jazzolino, gestione del 95% dei casi entro 72 ore, formazione del personale, trasferimento delle attrezzature nel nuovo ospedale e, soprattutto, inserimento della struttura ordinaria nella programmazione. La questione, adesso, riguarda tempi, procedure e atti concreti. Perché la frase contenuta nel comunicato secondo cui l’Emodinamica ordinaria “resta un obiettivo condiviso” rappresenta un’apertura rispetto alle preoccupazioni emerse nei mesi scorsi, ma dovrà essere tradotta in una programmazione precisa. Sul tavolo ovviamente restano aperte tutte le altre grandi questioni della sanità vibonese sulle quali né l’Asp e, tantomeno, la Regione hanno dato risposte esaurienti.

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