Centinaia di ex tirocinanti calabresi degli enti periferici del Ministero della Cultura e del Ministero della Giustizia restano ancora in attesa di una soluzione. Una vicenda che si trascina da anni e che torna al centro dell’iniziativa parlamentare del deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, pronto a presentare un’interrogazione al Governo.
Il concorso e l’esclusione
La vicenda, spiega Tucci, nasce dai percorsi di politiche attive avviati dalla Regione Calabria nel 2016, attraverso i quali numerosi lavoratori hanno prestato servizio per anni in diversi uffici pubblici. Nel 2022 venne bandito un concorso per il reclutamento di 1.956 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato, destinato anche a questa platea di lavoratori. A modificare il quadro fu un ricorso seguito da una sentenza del Tar Lazio, che consentì l’accesso alla procedura anche a candidati che non avevano svolto il tirocinio. Secondo quanto riferisce Tucci, l’effetto fu l’esclusione di 266 ex tirocinanti calabresi: 255 del Ministero della Cultura e 11 del Ministero della Giustizia.
Il decreto del 2023 e il Dpcm mai arrivato
Dopo le proteste e le iniziative portate avanti dagli esclusi, nel 2023 il decreto legge 124 intervenne prevedendo nuove procedure selettive per consentire il reinserimento della platea rimasta fuori dal concorso. Per rendere operativo il percorso era però necessario un successivo Dpcm. Quel provvedimento, denuncia oggi Tucci, non è mai stato emanato. Ed è proprio su questo punto che il parlamentare chiede risposte al Governo, ipotizzando che alla base dello stallo possa esserci un problema di copertura finanziaria.
“Se così fosse, saremmo di fronte a una grande presa in giro”, afferma il deputato, che contesta il protrarsi dell’attesa dopo gli impegni assunti con il decreto del 2023.
Procedure selettive entro il 2026
Nell’interrogazione rivolta ai ministri della Pubblica amministrazione, della Cultura e della Giustizia, Tucci chiede di sapere se il Governo intenda garantire la conclusione della vicenda e l’avvio delle nuove procedure selettive entro il 2026. Il parlamentare parla di centinaia di lavoratori e famiglie ancora sospesi in una situazione di incertezza e sottolinea anche le ricadute sugli stessi uffici pubblici nei quali gli ex tirocinanti hanno prestato servizio per anni.
“Non è ammissibile che si continui a giocare con la vita di centinaia di famiglie”, sostiene Tucci, chiedendo al Governo di chiarire tempi, risorse e modalità per dare attuazione al percorso previsto dal decreto legge 124 del 2023.



