È allarme nella parte alta di Vibo Valentia, nell’area che si sviluppa attorno al Castello Normanno-Svevo e, in particolare, nella zona Cordopatri, dove sono installati i ripetitori Rai. Un’area già interessata nelle scorse settimane da un vasto incendio e che, a distanza di giorni dal rogo, continua a destare preoccupazione per la presenza di forti e persistenti odori nauseabondi.
Il problema, secondo le segnalazioni raccolte, si manifesta ormai da diversi giorni. Un odore particolarmente intenso che ieri ha raggiunto livelli tali da richiedere l’intervento degli organi competenti. Nella zona sono arrivati i Vigili del Fuoco, l’Arpacal e gli uffici tecnici comunali, impegnati negli accertamenti necessari per comprendere l’origine del fenomeno.
Sondaggi nell’area del rogo
Nel corso delle verifiche sarebbero arrivati sul posto anche alcuni escavatori, utilizzati per effettuare dei sondaggi nel terreno. Un elemento che rende ancora più necessario chiarire cosa stia accadendo sotto la superficie dell’area interessata dall’incendio. Da dove provengono quegli odori? Sono una conseguenza dei materiali bruciati durante il rogo oppure possono esserci altre cause? E soprattutto: cosa è stato trovato durante i primi accertamenti?
Tanti gli interrogativi che aspettano risposte
Sono interrogativi ai quali dovranno rispondere le verifiche tecniche avviate nella zona. Anche perché il fenomeno, anziché attenuarsi con il passare dei giorni, sarebbe tornato a manifestarsi con maggiore intensità proprio nella serata di ieri. Per ora non ci sono elementi per stabilire l’origine degli odori né per collegarli direttamente a eventuali sostanze presenti nel terreno. Saranno dunque gli accertamenti di vigili del fuoco, Arpacal e tecnici comunali a stabilire se esista un problema ambientale e quale sia la sua eventuale natura.
Resta però l’apprensione tra quanti vivono o frequentano questa parte della città. Dopo l’incendio, l’attenzione sull’area Cordopatri non può che rimanere alta.



