Fossi e cunette da ripulire. Argini da mettere in sicurezza. Strade da riperimetrare. Segnaletica orizzontale e verticale da rifare. Interventi che dovrebbero essere la normalità nella manutenzione di una rete viaria. E che invece, troppo spesso, diventano emergenze soltanto dopo che qualcuno perde la vita.
È questo il tema al centro del tavolo tecnico convocato in Prefettura a Vibo Valentia dopo i gravissimi incidenti che hanno insanguinato le strade del territorio. Particolare attenzione è stata rivolta alla ex Statale 522, oggi strada provinciale 95, che, nell’estate appena trascorsa, è stata teatro di gravi incidenti, anche mortali, e alla Statale 18, dove, investita sulle strisce pedonali, ha perso la vita la giovane Andrea Minasi.
Al tavolo, insieme al prefetto Anna Aurora Colosimo, a sindaci, forze dell’ordine e associazioni, ha preso parte anche Gianluca Bubba, ingegnere di ANAS, ente che gestisce una parte importante della rete viaria. E proprio per questo dal confronto è arrivata la necessità di fare il punto sugli interventi programmati, sulla manutenzione e sui tempi di realizzazione.
Ma quanto bisognerà ancora aspettare? Perché mentre si parla di sicurezza, di manutenzione, di interventi programmati e di rimpalli tra ente provinciale, Anas e comune, diversi lavori restano ancora dentro procedure, gare e programmi di intervento.
Le famiglie delle vittime chiedono risposte. Il territorio chiede risposte. E soprattutto chiede che la sicurezza stradale non torni al centro dell’attenzione soltanto dopo l’ennesima tragedia. Perché dietro ogni numero c’è una persona. Dietro ogni incidente c’è una famiglia. E dietro ogni ritardo sulla sicurezza potranno esserci altre stragi.



