Quasi trenta milioni di euro addebitati agli inquilini delle case popolari del distretto di Catanzaro nell’arco di dieci anni, ma poco più di diciotto milioni effettivamente incassati. È il quadro che emerge dall’attività della Guardia di Finanza, avviata su mandato della Procura regionale della Corte dei Conti. Dal primo gennaio 2015 alla fine del 2024, secondo quanto ricostruito nel corso degli accertamenti, la differenza tra quanto richiesto dall’Aterp e quanto effettivamente riscosso si avvicinerebbe agli undici milioni di euro. Una morosità di notevole entità, accumulatasi nel corso di un intero decennio.
Sotto la lente le procedure di recupero crediti
È proprio sul recupero delle somme non pagate che si concentra l’attenzione degli investigatori. L’attività ispettiva della Guardia di Finanza punta a chiarire quali iniziative siano state assunte nel tempo dai vertici dell’Aterp per fronteggiare i canoni arretrati. Secondo le informative trasmesse alla magistratura contabile, le azioni di recupero intraprese sarebbero risultate insufficienti rispetto all’entità della morosità, generando pesanti ripercussioni sul patrimonio e sulla gestione finanziaria dell’ente.
Gli sviluppi al vaglio della Corte dei Conti
La vicenda è ora al completo vaglio della Procura della Corte dei Conti, chiamata a valutare eventuali responsabilità amministrative e contabili nella gestione dei crediti insoluti e nell’efficacia delle procedure attivate per il recupero delle somme. Il dato contabile resta quello fotografato nel periodo compreso tra il 2015 e il 2024: su circa trenta milioni di euro di canoni complessivamente addebitati agli assegnatari, oltre un terzo non è mai entrato nelle casse dell’ente.



