Un presidio davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro per difendere il paesaggio e chiedere regole nuove su dove si possono installare gli impianti rinnovabili. L’hanno organizzato il Movimento Terra e Libertà Calabria, il Coordinamento regionale Controvento e Italia Nostra Calabria, che si oppongono ai progetti energetici previsti su aree agricole e naturali. L’appuntamento è per domani alle 9.30, con lo slogan “Rinnovabili sì ma non così!”.
Perché si protesta
A far salire la tensione è stata la decisione della Regione di non opporsi a un impianto eolico lungo il percorso escursionistico “Kalabria Coast to Coast”. Una scelta che ha dato nuova forza alle proteste nei territori coinvolti e ha riaperto la discussione su come far convivere produzione di energia, tutela dell’ambiente ed economie locali. Il presidio arriva dopo una serie di assemblee tenute in varie zone della Calabria. Secondo i promotori hanno aderito più di quaranta sindaci, decine di associazioni e molti cittadini. Chiedono tutti la stessa cosa: evitare che gli impianti danneggino boschi, terreni agricoli, biodiversità e le attività che vivono del paesaggio.
Il caso “San Vito”
Tra i progetti più contestati c’è l’eolico “San Vito”. Per gli organizzatori rischia di penalizzare il cammino Coast to Coast e il turismo che gli è cresciuto intorno: stando ai dati che riportano, il percorso ha richiamato oltre quattromila visitatori nell’anno a cui si riferisce la mobilitazione. Movimenti e comitati vedono una contraddizione tra la promozione regionale del turismo lento e sostenibile e le decisioni che permettono impianti ritenuti dannosi per quegli stessi luoghi. Preoccupano anche le dimensioni: i promotori parlano di pale alte fino a duecento metri e temono che il paesaggio ne esca stravolto, con ricadute sulle opportunità economiche delle comunità. Contestano poi il modo in cui si distribuiscono i benefici. A loro avviso incentivi e meccanismi di finanziamento premiano soprattutto i grandi gruppi del settore, senza portare vantaggi adeguati alla popolazione, mentre i territori faticano a garantire i servizi essenziali.
La proposta
Alla protesta i promotori affiancano una richiesta: autorizzare la produzione di energia rinnovabile solo su superfici già consumate. A sostegno citano studi scientifici e dati Ispra e chiedono alla Regione di adottare questo criterio per le autorizzazioni future. L’obiettivo dichiarato è sostenere le rinnovabili senza sacrificare le aree naturali e agricole e le attività che dipendono dalla loro conservazione.



