Pizzo, scarichi sospetti e manufatti sotto la lente della Guardia costiera: verifiche sulla costa

I militari monitorano da circa un mese una decina di abitazioni e strutture, dopo segnalazioni e denunce. Non è accertato alcun legame con la schiuma segnalata davanti alla Seggiola, ma non sono esclusi provvedimenti anche di demolizione
pizzo

Prosegue a Pizzo l’attività di vigilanza a tutela del mare e del territorio costiero. A riferirlo è la Gazzetta del Sud in un articolo di Rosaria Marella, pubblicato oggi.

L’impulso della Procura

Secondo il quotidiano, su impulso della Procura di Vibo e sotto il coordinamento del nuovo comandante della Capitaneria di porto di Vibo Marina, il capitano di fregata Fabrizio Vittozzi, la Guardia costiera ha intensificato i controlli lungo il litorale, con particolare attenzione a scarichi e abusivismo demaniale. Le verifiche riguardano il tratto compreso tra le località Prangi e Piedigrotta, dove sarebbero già emerse diverse criticità.

Le vasche vicino al bivio del Santuario

L’attenzione dei militari, scrive Marella, si è concentrata in particolare su alcuni scarichi e su un sistema di vasche situato in un’area al di sotto della strada, nei pressi del bivio del Santuario. Dagli accertamenti preliminari sembrerebbe che i reflui confluiscano nei fossi esistenti e potrebbero potenzialmente raggiungere il mare. Al momento, però, non sarebbe stata accertata alcuna correlazione diretta tra gli scarichi oggetto di controllo e la presenza della schiuma che talvolta viene segnalata nello specchio acqueo antistante la Seggiola e la relativa scogliera.

Manufatti e abitazioni

Sotto la lente dei militari ci sono presunti scarichi irregolari e manufatti la cui posizione amministrativa e urbanistica è ancora in fase di accertamento. Non si esclude, precisa il quotidiano, che al termine delle verifiche possano essere adottati provvedimenti anche di natura demolitoria. Da circa un mese è in corso una specifica attività di monitoraggio per verificare l’eventuale presenza di scarichi diretti o indiretti verso il mare. Gli accertamenti, avviati dopo segnalazioni e denunce, riguardano una decina di abitazioni private e strutture presenti in zona, e per alcuni casi sono già conclusi con la redazione di verbali. Le strutture finite sotto esame sarebbero alcune baracche e manufatti per i quali sono in corso verifiche sotto il profilo edilizio e in materia di regolarità degli scarichi.

Le prossime settimane

Le indagini sono condotte dalla Guardia costiera di Pizzo agli ordini del comandante Giuseppe Francolino. Nelle prossime settimane l’azione di controllo proseguirà con il coinvolgimento di Comune e Polizia locale, per individuare eventuali responsabilità, definire gli interventi necessari e prevenire ulteriori dispersioni di reflui nell’ambiente marino. Le verifiche si estenderanno anche alle aree limitrofe, se richiedono accertamenti. A imprimere un’accelerazione decisa all’attività, riferisce la Gazzetta del Sud, è stato il nuovo comandante della Capitaneria, che da pochi settimane dal suo insediamento ha disposto un rafforzamento dei controlli lungo la costa e un’intensa attività di monitoraggio e accertamento in mare, con operazioni che richiedono un significativo impiego di uomini e risorse, per garantire la tutela del patrimonio ambientale e la qualità delle acque.

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