La questione della legge elettorale approvata in Parlamento solleva riflessioni che vanno ben oltre la tecnica normativa. Come evidenzia Raffaele Mammoliti, già consigliere regionale e componente della Direzione nazionale del PD, l’intervento sulle regole del voto tocca direttamente “la qualità della nostra democrazia e il rapporto tra cittadini, partiti e istituzioni”. Interrogarsi su “che cosa significa democrazia ai tempi del sovranismo e del nazionalismo” è un “dovere che spetta a tutte le forze politiche, e non soltanto al centrodestra che governa dal 2022”. Secondo l’esponente dem, “se da un lato il governo attuale ha deciso di modificare le regole per blindare la propria posizione”, dall’altro “la divisione del centrosinistra in passato ha giocato un ruolo chiave nelle dinamiche politiche, rendendo oggi l’unità una condizione indispensabile per competere”.
Il nodo delle liste bloccate e il rapporto con i territori
La critica avanzata da Mammoliti riguarda il perimetro della rappresentanza e la domanda cruciale su chi decida realmente i parlamentari. A suo giudizio, l'”utilizzo di liste bloccate e candidature calate dall’alto, il rischio concreto è che il legame diretto tra elettori ed eletti si sfilacci ulteriormente. Un rappresentante che deve la propria posizione ai vertici del partito tenderà inevitabilmente a privilegiare quel canale rispetto alle istanze del territorio”. Per l’esponente del Partito Democratico “non può essere liquidata come un dettaglio tecnico” una distorsione che appare ancor più evidente se si pensa che, a livello comunale, regionale ed europeo, i cittadini conservano il potere di esprimere le proprie preferenze”.
La proposta del Partito Democratico e le parlamentarie
Per invertire questa tendenza ed “evitare incoerenze di linea”, Mammoliti indica una via precisa: “La partecipazione attiva dei cittadini e della base va difesa e rafforzata”. La proposta concreta prevede che il Partito Democratico “utilizzi lo strumento delle parlamentarie sia per la selezione dei candidati sia per l’individuazione dei capilista, integrando saldamente il principio della parità di genere. Contestare le liste bloccate agli avversari e poi riproporre dinamiche simili al proprio interno rappresenterebbe una contraddizione insostenibile, poiché “la democrazia non può essere difesa soltanto quando riguarda gli avversari”.
I problemi reali dei cittadini
Mentre il “dibattito pubblico si concentra sulle regole del voto, il Paese reale continua a fare i conti con un’agenda sociale ed economica pesantissima”. L’inflazione, il caro energia, la tenuta di salari e pensioni e l’accesso ai servizi pubblici essenziali rappresentano “emergenze quotidiane per moltissime famiglie”. Di fronte a questo scenario, Mammoliti ammonisce che “il centrosinistra ha il dovere di correre su un doppio binario: da un lato tutelare la qualità democratica delle istituzioni, dall’altro presentarsi agli elettori con una proposta di governo solida, riconoscibile e capace di superare divisioni e ritardi accumulati”.
La partecipazione per costruire il futuro
In conclusione, “la tenuta democratica si fonda su regole trasparenti e condivise che non ammettono strappi o riduzioni dello spazio di scelta civica. Coinvolgere iscritti, militanti ed elettori nella costruzione dei programmi e nella selezione dei candidati non è soltanto una questione di metodo interno, ma serve a ridefinire radicalmente il patto di fiducia tra la politica e la comunità”.



