Vibo Marina, gli agricoltori davanti ai depositi di carburante: niente scontri, vogliamo risposte

Dopo ore di tensione all’alba, il Movimento Territorio Agricoltura rimuove il blocco di fronte al massiccio schieramento di Polizia e Carabinieri

Doveva essere il punto di maggiore pressione della mobilitazione, ma il presidio dei trattori a Vibo Marina si è sciolto nel giro di poche ore. Gli agricoltori, arrivati nella notte lungo la strada che porta ai depositi di Eni e Meridionale Petroli, hanno trovato ad attenderli un dispositivo di sicurezza imponente e hanno scelto di fare un passo indietro per evitare lo scontro. Sul posto c’erano agenti del Dodicesimo Reparto Mobile di Reggio Calabria, Carabinieri del Quattordicesimo Battaglione e militari della Guardia di Finanza, con un carroattrezzi pronto a rimuovere i mezzi agricoli in caso di intralcio.

La scelta

Dopo alcuni momenti di tensione, il presidente del Movimento Territorio Agricoltura, Matteo Talarico, ha invitato i suoi a ritirarsi, chiedendo “solo risposte”, le stesse “promesse e ai arrivate”. Il timore era di esporre i manifestanti al rischio di sequestri dei mezzi e di conseguenze legali. “Questa è una protesta che è e deve rimanere pacifica”, ha ribadito.

Un nodo strategico per la Calabria

Il blocco di Vibo Marina aveva un peso particolare: da qui partono le autocisterne che riforniscono distributori e stazioni di servizio in gran parte della regione. Nei giorni scorsi le difficoltà negli approvvigionamenti avevano già portato all’esaurimento delle scorte in diversi impianti, con disagi per gli automobilisti. La protesta aveva inoltre interessato lo svincolo autostradale di Pizzo, sulla A2, con ripercussioni sulla circolazione, e per un paio di giorni i trattori avevano stazionato nei pressi degli scali ferroviari e dell’aeroporto di Lamezia Terme.

Le richieste

Alla base della mobilitazione c’è la denuncia di un mercato che, secondo gli agricoltori, ha ormai azzerato i margini di guadagno, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese, a cui si somma il peso del caro vita. Talarico auspica che nelle prossime ore arrivi un segnale concreto dal Governo. Intanto i trattori hanno lasciato l’arteria e si sono spostati verso altri presidi: la mobilitazione, assicurano, prosegue.

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