Un’unica grande voce che dai territori dell’entroterra risalga fino ai palazzi del potere romano, per spezzare un silenzio ormai insostenibile e chiedere risposte concrete contro il carovita, i rincari dei carburanti e il progressivo impoverimento di famiglie e imprese. È la proposta lanciata con forza da Nino Di Bella, primo cittadino di Dinami, piccolo centro del vibonese, che ha deciso di farsi interprete di un malessere sociale diffuso facendosi promotore di una grandiosa mobilitazione nazionale pacifica davanti a Montecitorio.
Le radici della proposta
L’iniziativa del sindaco prende le mosse da una riflessione amara ma profondamente radicata nella memoria e nell’identità delle sue radici. Riandando con la mente al lavoro dei propri nonni, capaci con la sola forza delle braccia e il sudore della terra di far crescere e avviare al futuro famiglie numerose, Di Bella mette a nudo il paradosso dei nostri tempi. Oggi, nonostante le innovazioni tecnologiche e le comodità moderne, chi lavora onestamente dall’alba al tramonto non riesce più a garantire nemmeno la serena quotidianità dei propri cari, soffocato da bollette alle stelle, costi di produzione insostenibili e uno stipendio eroso dall’inflazione.
Dalle vertenze di settore a una vertenza unitaria
Di fronte alle scosse che negli ultimi mesi hanno visto scendere in piazza in maniera disorganizzata prima gli agricoltori e poi gli autotrasportatori, il primo cittadino vibonese propone di compiere un salto di qualità decisivo: superare le singole vertenze di settore per dare vita a una vertenza collettiva e unitaria dell’economia reale.
L’appello ai 404 Comuni
L’appello si rivolge direttamente ai colleghi sindaci e agli amministratori locali di 404 Comuni, chiamati a farsi cassa di risonanza delle difficoltà delle proprie comunità e a coordinare la risposta logistica. La sfida lanciala da Di Bella è chiara nei numeri e negli intenti: se ciascun Municipio coinvolto riuscirà a organizzare anche solo un pullman da cinquanta persone tra lavoratori, piccoli commercianti, artigiani e cittadini, la Capitale vedrà sfilare un corteo di oltre ventimila persone. Un popolo pacifico ma determinato, guidato dalle fasce tricolori dei primi cittadini che, da sempre primo baluardo istituzionale e antenna sociale sul territorio, chiedono di essere finalmente ascoltati dal Governo centrale per difendere la dignità del lavoro e il futuro delle nuove generazioni.



