La Calabria non arretra. Dopo cinque giorni di protesta, gli autotrasportatori hanno deciso di proseguire il fermo fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo incontro con il ministro Matteo Salvini. Le aperture emerse dal vertice di Milano non hanno convinto i presidi: gli annunci del governo, secondo Fedralog, non affrontano in modo concreto le difficoltà del comparto.
Vecchi pagamenti e risorse insufficienti
Il nodo è proprio questo: le misure annunciate vengono considerate in gran parte risorse già previste, non nuovi interventi capaci di alleggerire i costi delle imprese. A spiegarlo è Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog, che contesta lo sblocco di pagamenti riferiti al 2025 e giudica insufficienti i circa 67 milioni di euro destinati al ristoro del gasolio. Le procedure per accedere ai contributi, inoltre, prevederebbero tempi incompatibili con l’urgenza denunciata dagli operatori, con possibili pagamenti soltanto a novembre. “Ma di nuovo non c’è nulla”, sostiene Pansini. E sui 67 milioni la valutazione è altrettanto netta: “Per noi autotrasportatori sono briciole”.
Mancano risposte sulle tutele
Non è soltanto una questione economica. Gli autotrasportatori lamentano anche l’assenza di impegni immediati sul rafforzamento delle tutele normative richieste dal settore. Al posto di interventi concreti, riferisce Fedralog, sarebbero stati prospettati ulteriori approfondimenti. Una prospettiva che non ha sciolto le riserve e alimentato, invece, la sfiducia verso le promesse istituzionali. È qui che si misura la distanza tra il risultato del vertice milanese e le aspettative della categoria: annunciare risorse e rinviare le decisioni non significa offrire una risposta immediata a imprese che chiedono di fronteggiare costi e difficoltà quotidiane.
La protesta guarda oltre la Calabria
La mobilitazione potrebbe estendersi anche a Puglia, Basilicata e Campania. Pansini riferisce di contatti con le rappresentanze delle altre regioni, ma le adesioni dovranno trovare conferma nelle prossime ore.
Intanto, a Lamezia, il fermo prosegue in attesa del 27 ottobre. Il prossimo confronto con Salvini sarà decisivo per capire se alle aperture seguiranno impegni verificabili, tempi certi e misure realmente nuove. Fino ad allora, gli autotrasportatori non considerano chiusa la partita.



