Caro carburante, l’appello dei sindaci vibonesi a Meloni, Salvini e Occhiuto: la fine dei blocchi non significa la fine della battaglia

I primi cittadini della provincia di Vibo chiedono misure strutturali per famiglie, agricoltori, autotrasportatori e imprese e un confronto permanente con il territorio. Ringraziamento alle Forze dell’ordine e riconoscimento alla “responsabilità” di chi ha rimosso i presìdi

I sindaci della provincia di Vibo Valentia lanciano un appello unitario al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e al presidente della Provincia di Vibo Valentia, Franco Barbalace. Chiedono che siano adottate misure concrete e strutturali a sostegno di famiglie, lavoratori, agricoltori, autotrasportatori e imprese, “duramente colpiti dall’aumento dei costi di carburante, energia e produzioni”. L’appello è firmato da 34 sindaci e porta l’intestazione dell’Ufficio del sindaco di Vibo Valentia.

“Manifestazioni pacifiche e civili”

I firmatari spiegano di aver seguito con attenzione e vicinanza le mobilitazioni di queste settimane. Si è trattato, scrivono, di “manifestazioni pacifiche e civili, che proprio dal Vibonese hanno avuto origine”, svolte nel rispetto dell’ordine pubblico e delle Forze dell’ordine, alle quali va il loro “sincero ringraziamento”.

La rimozione dei blocchi

La rimozione dei blocchi avvenuta nelle ultime ore, sottolineano i sindaci, “rappresenta un importante atto di responsabilità verso i cittadini e le attività economiche”, conferma della “grande sensibilità e senso del dovere che caratterizza questi lavoratori calabresi”. Ma, avvertono, “la fine dei blocchi non significa la fine della battaglia”.

Le criticità ancora aperte

Restano infatti irrisolte, secondo gli amministratori, le questioni che hanno spinto migliaia di agricoltori, autotrasportatori e lavoratori a manifestare: l’aumento dei costi di produzione, la riduzione dei margini delle imprese, le difficoltà del comparto agricolo e logistico e gli storici svantaggi infrastrutturali che penalizzano la Calabria. Per questo chiedono “l’apertura di un confronto serio e permanente con il territorio” e interventi strutturali “capaci di garantire prospettive certe alle imprese e serenità alle famiglie”.

L’impegno dei sindaci

I firmatari ribadiscono la vicinanza alle “legittime rivendicazioni del mondo produttivo e dei lavoratori” e assicurano che continueranno a sostenere ogni iniziativa democratica e pacifica per ottenere risposte concrete per il futuro della Calabria. “La protesta si stempera”, concludono. “La battaglia per la dignità del lavoro, per le imprese e per il futuro della nostra terra continua”.

I firmatari

Enzo Romeo (Vibo Valentia), Antonino Schinella (Arena), Lidio Vallone (Briatico), Rossana Tassone (Brognaturo), Marco Martino (Capistrano), Enrico Sorrentino (Cessaniti), Raffaele Scaturchio (Dasà), Antonino Di Bella (Dinami), Alessandro Porcelli (Drapia), Francesco Fazio (Fabrizia), Anna Bartucca (Filadelfia), Rita Fuduli (Filandari), Massimo Trimmeliti (Filogaso), Giuseppe Pizzonia (Francavilla), Pasquale Vivona (Gerocarne), Fabio Signoretta (Jonadi), Giuseppe Rizzello (Maierato), Fortunato Giordano (Mileto), Francesco Angilletta (Mongiana), Antonio Lampasi (Monterosso), Giuseppe Marasco (Nicotera), Vincenzo Caruso (Pizzoni), Luca Alessandro (Polia), Caterina Contartese (Rombiolo), Nicola Brosio (San Calogero), Nicola Derito (San Costantino), Pasquale Farfaglia (San Gregorio), Antonino Pezzo (Sant’Onofrio), Gennaro Crispo (Simbario), Sergio Cannatelli (Sorianello), Antonio Rosso (Spadola), Enzo Marasco (Spilinga), Egidio Servello (Vallelonga), Enzo Massa (Vazzano) e Maria Budriesi (Zaccanopoli).

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