Vibo si conferma Capitale della Cultura del Sud, il bilancio da record di Valentia in Festa

A tre giorni dalla chiusura della rassegna politico-culturale di Vibo, il messaggio di gratitudine del presidente della Fondazione Valentia a tutti i volontari, gli enti, i partner, gli ospiti e le scuole: orgoglioso di quanto realizzato

Il messaggio che il presidente della Fondazione Valentia, Anthony Lo Bianco, ha divulgato sui suoi canali social a tre giorni dalla chiusura della nona edizione del Festival del Sud – Valentia in Festa, è colmo di emozione e gratitudine. E lancia un messaggio di speranza, incentrato sul protagonismo dei giovani, per tutto il territorio vibonese, per la Calabria e il Meridione d’Italia.

“Nove edizioni. E ancora mi emoziono a vedere tutto questo succedere qui. A casa nostra. Adesso che la corsa si è fermata, riesco a ripensare a quello che abbiamo vissuto. E mi accorgo che le cose che mi restano di più sono le persone – scrive Lo Bianco -. Le ragazze e i ragazzi dell’orchestra giovanile di Laureana di Borrello che hanno aperto il Festival. La curiosità nei laboratori. Le sale piene, l’attenzione durante gli incontri, le persone rimaste a parlare anche dopo la fine. Abbiamo portato a Vibo Valentia e nel nostro territorio protagonisti del dibattito nazionale, storie, libri, idee e visioni anche molto diverse. Abbiamo parlato di legalità, cultura, Europa, sport, futuro. Ma la cosa più importante è che lo abbiamo fatto qui. Rendendo la nostra terra un luogo in cui incontrarsi, ascoltare e partecipare. È questo che mi rende orgoglioso. Non una foto accanto a un ospite, ma sapere che quell’incontro è diventato un’occasione per tante persone. Da fuori si vedono tre giornate”.

Lo Bianco ha aggiunto: “Dietro ci sono mesi di lavoro, telefonate, incastri, preoccupazioni. E persone che, quando qualcosa si complica, invece di andare via si fermano a darti una mano. Ai volontari, alle ragazze e ai ragazzi dello staff, a tutta la famiglia della Fondazione Valentia: grazie. Per il tempo, per la pazienza, per esserci stati anche quando la stanchezza si faceva sentire. Nove edizioni non si costruiscono da soli. E io so bene quanto devo a ciascuno di voi. Grazie alle scuole, agli ospiti, ai Comuni, alle istituzioni, ai partner e a chi ha scelto di esserci. Anche soltanto per un incontro. Non è stato tutto semplice, né tutto perfetto. Ma ci abbiamo messo tutto quello che avevamo. Oggi sono stanco, felice e ancora più convinto che qui valga la pena impegnarsi. Che la cultura meriti spazio. Che per fare qualcosa di grande non si debba necessariamente essere altrove. Questo Festival porta il nome del Sud. Ma ha il volto di tutti voi”.

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