Lo spopolamento delle aree interne e il progressivo impoverimento demografico dei piccoli Comuni tornano al centro del confronto istituzionale in Calabria. Un fenomeno che mette a rischio non soltanto la tenuta economica e sociale dei territori, ma anche il diritto dei cittadini a usufruire di servizi essenziali, opportunità di lavoro e condizioni di vita dignitose. Per affrontare questa emergenza si è svolto, nella giornata di ieri, 3 novembre, un incontro presso la Cittadella regionale, al quale hanno preso parte l’assessore regionale Gallo e il consigliere regionale Vito Pitaro. L’iniziativa, partita dal Comune di Dinami, guidato dal sindaco Nino Di Bella, nasce dalla volontà di portare all’attenzione della Regione le difficoltà che da anni interessano numerose comunità dell’entroterra calabrese, in particolare Serre e preserre.
Le criticità del territorio
Al tavolo è stato rappresentato il quadro di criticità che accomuna molti piccoli centri: la progressiva diminuzione della popolazione, l’emigrazione dei giovani, la contrazione dei servizi pubblici, la difficoltà di mantenere vive le attività economiche locali e la crescente distanza tra i territori periferici e i principali poli di servizi. All’incontro era presente anche Carlo Pauleo, giunto da Zurigo in rappresentanza degli emigrati calabresi in Svizzera. Una partecipazione significativa, che richiama il legame mai interrotto tra le comunità d’origine e quanti, nel corso degli anni, si sono visti costretti a lasciare la propria terra per cercare altrove lavoro e prospettive di vita.
La disponibilità della Regione
Dal confronto con i rappresentanti regionali sarebbe emersa una disponibilità all’ascolto e ad approfondire le istanze presentate. Un’apertura che gli amministratori intendono ora tradurre in un percorso operativo, attraverso la predisposizione di un documento organico contenente proposte e richieste da sottoporre alla Regione Calabria. Tra i punti prioritari figura il coinvolgimento dei Comuni attualmente esclusi dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), affinché possano beneficiare di strumenti di programmazione e opportunità di sviluppo adeguati ed evitare che le differenze nei percorsi di accesso alle politiche territoriali finiscano per accentuare le disparità tra comunità.
Defiscalizzazione, servizi essenziali e strategie per i giovani
Altrettanto centrale è la richiesta di misure di defiscalizzazione a favore delle attività economiche operanti nei centri di riferimento, insieme a incentivi per i giovani, le famiglie e chi intende avviare nuove imprese, accompagnati da una strategia di lungo periodo. Nel documento troveranno spazio anche le questioni legate al potenziamento della sanità territoriale, dei trasporti, della scuola e degli altri servizi essenziali, la necessità di investire nella viabilità e nelle infrastrutture, la valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e paesaggistiche. Particolare attenzione sarà riservata alle politiche per contrastare la fuga dei giovani e favorire il ritorno di quanti sono emigrati.
Le prospettive future per i piccoli Comuni
Il messaggio emerso è chiaro: le aree interne non possono essere considerate territori marginali, ma vanno riconosciute come una componente fondamentale del patrimonio sociale, culturale ed economico regionale. L’incontro alla Cittadella rappresenta, dunque, un primo passaggio di un percorso che punta a trasformare le criticità segnalate in proposte concrete. La disponibilità al confronto dovrà ora trovare riscontro in azioni, risorse e strumenti capaci di produrre risultati tangibili. Il futuro dei piccoli Comuni non è una questione che riguarda soltanto le amministrazioni locali: è una responsabilità che coinvolge l’intera Regione.



