La memoria delle giovani vite spezzate dalle guerre del passato si è intrecciata con il dolore per i quattro militari italiani deceduti nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina durante la missione EUFOR Althea. La celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate a Tropea si è trasformata in un momento di riflessione collettiva sulla fragilità della libertà e sul dovere di trasmettere alle nuove generazioni il valore della Patria, attraverso un messaggio che il sindaco Giovanni Macrì ha rivolto alla comunità e agli studenti presenti.
Il primo cittadino ha sottolineato come per decenni si sia pensato che la guerra fosse una pagina definitivamente chiusa della storia europea. Oggi le tensioni e i conflitti esplosi in Europa, nel Mediterraneo e in Medio Oriente dimostrano che la pace non è una condizione naturale né una conquista garantita per sempre, ricordando che dietro ogni scontro ci sono famiglie e progetti di vita spezzati.
Il cordoglio per i quattro militari
Un passaggio di profonda commozione è stato dedicato al Sergente Simone Ruggia, al Sergente Claudio Marchesi, al Tenente Franco Adriano Zecchillo e al Sergente Laura Procacci, deceduti il 29 ottobre a causa di un incidente in elicottero durante la missione internazionale in Bosnia-Erzegovina. Macrì ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e della cittadinanza alle famiglie dei caduti, agli undici feriti, all’Esercito Italiano e al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, evidenziando che dietro ogni uniforme vi sono persone e affetti che attendono a casa.
La cerimonia ha preso il via con la Messa nella Concattedrale, a cui hanno fatto seguito il messaggio istituzionale e il corteo verso Piazza Vittorio Veneto per la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, opera donata in passato dai tropeani emigrati in Uruguay. Nel corso del raccoglimento è stata richiamata anche la figura del Milite Ignoto, cittadino onorario della città dal 2021.
Il messaggio agli studenti
Rivolgendosi agli alunni dell’Istituto Comprensivo e dell’Istituto di Istruzione Superiore, Macrì ha invitato i giovani a declinare la parola Patria nel rispetto delle regole, nella tutela del bene comune, nel rifiuto della violenza e nel sostegno verso i più deboli. Un attestato di stima è stato espresso nei confronti delle Forze dell’Ordine e di tutte le donne e gli uomini in divisa per il servizio svolto quotidianamente a tutela della collettività.
Il primo cittadino ha concluso sottolineando che la commemorazione del 4 Novembre non è una celebrazione della guerra, bensì un impegno corale a difesa della pace, della diplomazia e del dialogo, affinché le nuove generazioni possano continuare a vivere in un’Italia libera e democratica.



